Ex dg licenziato, accordo per 185mila euro

Del Vecchio chiude davanti al giudice l’addio anticipato all’incarico con un anno di stipendio pagato: «Intesa amichevole»
CHIETI. Un anno di contratto: 185mila euro. Tanto costa l’addio anticipato all’ex direttore generale Filippo Del Vecchio. L’università d’Annunzio darà all’ex direttore quella cifra per chiudere il contenzioso e lui accetterà il «recesso dal contratto», vale a dire il fatto che è stato cacciato dall’ateneo. I giochi sono chiusi: con la firma di ieri davanti al giudice del lavoro Maurizio Sacco non si torna più indietro. Si è chiusa così l’ultima udienza sul caso Del Vecchio. Le parti hanno aderito alla proposta transattiva del giudice formulata il 6 novembre scorso. «Un’intesa amichevole», viene definita dal verbale di conciliazione, «che contemperi i rispettivi interessi e, contestualmente, estingua e risolva ogni controversia relativa al recesso dell’università dal contratto individuale di affidamento dell’incarico di direttore generale stipulato il 2 dicembre 2016». La prima condizione dell’«intesa amichevole» è il pagamento dei 185mila euro, al lordo delle ritenute di legge. La seconda è relativa alla retribuzione di risultato maturata dall’ex direttore nel 2016 che ammonta a 26.226 euro: Del Vecchio avrà pure quelli. L’università aveva ritenuto di assegnarglieli come premio per i risultati raggiunti dalla sua azione amministrativa nel 2016 e ora non può tirarsi indietro. Dai 185mila euro, invece, verranno decurtati 5mila euro per i gettoni di presenza che Del Vecchio non avrebbe dovuto percepire (come spieghiamo nell’articolo a fianco). La terza condizione riguarda il fatto che Del Vecchio rinuncia a qualsiasi pretesa: «Dà atto dell’intervenuta estinzione del rapporto di lavoro per effetto del recesso comunicato dall’università con nota del 27 luglio 2017 e rinuncia a tutti i diritti. Nonché a qualsiasi risarcimento patrimoniale e non patrimoniale (danni all’immagine, alla professionalità, alla salute, alla vita di relazione e biologico) che sia derivato dal recesso dell’università e dal precedente atto di sospensione in via cautelativa delle sue funzioni». L’atto di sospensione dalle funzioni era stato firmato dal decano Michele Vacca in considerazione dell’interdizione di sei mesi che la magistratura aveva assegnato sia a lui che all’ex rettore Carmine Di Ilio, nell’ambito di un’inchiesta per abuso e falso. Del Vecchio aveva fatto ricorso in primis contro la sospensione, poi, intervenuto il licenziamento, anche contro quest’ultimo.
L’udienza di ieri è durata un’oretta. Il primo ad uscire è stato il rettore Sergio Caputi, accompagnato dai suoi avvocati Nino Paolantonio e Alessandro Di Sciascio. Caputi è uscito dall’aula sorridendo. Ha raggiunto il suo scopo, annunciato più volte già dalla campagna elettorale per diventare rettore: chiudere col passato. Poi sono usciti Del Vecchio e l’avvocato Giuseppe Cannati.

