Ex giunta Cellucci condannata a risarcire il Comune di Atessa

ATESSA. La Corte dei conti ha condannato l’ex giunta Cellucci a risarcire il Comune di Atessa della somma di 58mila euro. La vicenda è relativa a fatti di oltre dieci anni fa, ma il procedimento è...
ATESSA. La Corte dei conti ha condannato l’ex giunta Cellucci a risarcire il Comune di Atessa della somma di 58mila euro. La vicenda è relativa a fatti di oltre dieci anni fa, ma il procedimento è approdato alla Procura generale della Corte dei conti, presso la sezione giurisdizionale per la Regione Abruzzo, due anni fa quando l’amministrazione comunale atessana ha trasmesso la deliberazione di riconoscimento di debiti fuori bilancio, approvata dal consiglio comunale nel 2011.
La somma, di 51.752 euro (a cui vanno aggiunti altri 6mila euro), era stata riconosciuta in favore della ditta Edilrocca, dopo una sentenza del 2010 del tribunale civile di Lanciano. Questo aveva condannato il Comune di Atessa al risarcimento dei danni subiti dalla ditta per inadempimento «in merito a lavori aggiudicati ma non eseguibili per mancanza di necessarie autorizzazioni». «Il Comune», si legge nelle motivazioni della sentenza civile, avrebbe «indotto, con la stipula del contratto di appalto, la ditta a confidare nell’eseguibilità dell’opera, a cui invece era impossibile dare corso per l’esistenza di un vincolo idrogeologico». L’appalto riguardava la realizzazione, nell’ambito del contratto di quartiere, di opere di urbanizzazione nell’area Discesa Casette.
Davanti alla magistratura contabile sono finiti Giuseppe Cellucci, all’epoca sindaco, Giorgio Farina, Corrado Menna e Bruno Massa, ex assessori, e i funzionari Mario Chiavelli e Pietro Scarinci, dipendenti comunali. Secondo la Corte, gli amministratori avrebbero approvato la deliberazione di giunta comunale (a cui i funzionari avrebbero dato parere favorevole di regolarità tecnica), promuovendo l’indizione di una gara apparentemente legittima, per consentire l’aggiudicazione dei lavori «anche in attesa delle necessarie autorizzazioni e nulla osta», determinando quindi una situazione di responsabilità e inadempienza nei confronti dell’impresa aggiudicataria.
Secondo la difesa, lo avrebbero fatto per non perdere il finanziamento di 800mila euro ottenuto dalla Regione. Ma per i giudici contabili «la perdita del finanziamento non costituisce danno per le pubbliche finanze», mentre l’azione risarcitoria dell’impresa sì. Quindi i sei sono stati condannati al risarcimento, in favore del Comune di Atessa, della somma di 58mila euro, da suddividere secondo uguali quota di 9.681 euro. (s.so.)
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