Ex Ipab, via ai solleciti contro i Comuni morosi

5 Aprile 2018

La Regione pronta a inviare gli atti alle amministrazioni che non pagano L’assessore Sclocco: «Abbiamo erogato tutti i fondi da 3 mesi, ora basta» 

CHIETI. Si muove la Regione Abruzzo contro i 28 Comuni morosi che non pagano le rette agli Istituti riuniti San Giovanni Battista per un debito di 564mila euro: sono i partenza i solleciti di pagamento. «Dalla Regione partiranno immediatamente delle lettere per ordinare ai Comuni di versare le proprie quote», annuncia l’assessore regionale alle Politiche sociali Marinella Sclocco che ieri, a Pescara, ha incontrato la commissaria della casa di riposo Sandra De Thomasis e i sindacalisti rsu. Durante il faccia a faccia, si è parlato dei conti che non tornano a causa di debiti che si trascinano fin dal 2014: il caso più grave è quello del Comune di Chieti che ha un arretrato di 125mila euro; a seguire, nella classifica di chi non paga, ci sono il Comune di Pescara che ha uno scoperto di 61mila euro e quello di Crecchio con debiti per 40mila euro. Gli enti pubblici non pagano e la casa di riposo, che assiste 115 ospiti con 63 lavoratori, si ritrova in crisi: una crisi che si scarica sui lavoratori che hanno percepito in ritardo lo stipendio di febbraio.
Ora, l’assessore richiama gli enti locali perché i fondi da girare agli Istituti riuniti sono già nelle casse dei Comuni: «La Regione ha pagato le quote per la compartecipazione in tempo», spiega Sclocco, «il versamento ai Comuni è avvenuto in due parti: la prima ad agosto e la seconda a dicembre. Ma i Comuni», continua l’assessore, «non hanno pagato puntualmente gli importi dovuti. A questo punto, faremo delle lettere per spingere i Comuni a girare i soldi concessi dalla Regione al più presto agli Istituti riuniti. Del resto», precisa la Sclocco, «si tratta di somme vincolate al servizio sociale e non possono essere utilizzate per altri scopi».
Si fa prima a dire quali sono i Comuni in regola (o quasi) con i versamenti delle rette: Francavilla ha appena saldato uno scoperto di 3.464 euro, Scafa è il più preciso e non ha neanche un euro di debiti, Spoltore deve la cifra di 5 euro, Torrevecchia Teatina 627 e Villamagna 1.664. Tutte le altre amministrazioni non pagano e c’è chi ha anche «rifiutato» le fatture inviate dagli Istituti riuniti: nel 2017, a mandare indietro gli atti sono stati Guardiagrele, Pennapiedimonte, Teramo, Atri, Ortona, Orsogna e L’Aquila.
Durante la riunione si è parlato anche del cda della Asp 01 che non riesce a vedere la luce a causa dei veti incrociati della politica: tutto ruota intorno alla nomina contestata di Concezio Tilli che, per la Regione, è incompatibile in quanto funzionario regionale mentre non è così per il Comune di Chieti che continua a puntare proprio su Tilli. Sclocco chiedere di mettere da parte l’ipotesi Tilli: «Mi appello al sindaco Umberto Di Primio», dice l’assessore, «il Comune non ostacoli la formazione del cda. Il San Giovanni deve essere una priorità della città e, per questo, chiedo al sindaco che intervenga per arrivare a una nomina corretta rispetto alle norme vigenti. Senza il cda, l'azione di risanamento già avviata non potrà essere efficace fino in fondo. Chiedo buon senso e amore per la propria città e sono certa che Di Primio avrà a cuore il destino della Asp e degli Istituti riuniti».