Ex Pierantoni, un mese per liberare i locali

27 Gennaio 2022

Le associazioni fuori dalla caserma per avviare il cantiere da 15 milioni: oggi l’incontro con sindaco

CHIETI. È fissato per il pomeriggio oggi un incontro con le associazioni che avevano sede nei locali dell’ex Caserma Pierantoni che, a breve, saranno oggetto dei lavori per costruire una residenza universitaria da 149 posti letto. Manca un mese al rilascio degli spazi. Oltre agli spazi delle associazioni, anche tutti gli altri locali devono essere sgomberati.
«Quei luoghi vanno liberati perché saranno a breve interessati dai lavori di riqualificazione dello stabile ad opera dell’Adsu che gestirà fasi progettuali e del cantiere», dice, il sindaco Diego Ferrara, «si tratta di investimenti vitali per la città e che non possono essere vanificati, ma anche del rispetto di regole che è la condizione basilare per l’utilizzo della cosa pubblica. A tal fine l’amministrazione si è fatta promotrice di un nuovo regolamento per la richiesta e fruizione degli spazi di proprietà comunale da parte delle associazioni cittadine, che verrà approvato in consiglio comunale domani e a seguito del quale partirà anche il bando per richiedere tali spazi e così non solo quelle associazioni potranno avere una nuova sede, ma tutte le associazioni potranno chiedere spazi in modo più trasparente e chiaro».
«Un appuntamento», dice la consigliera Silvia Di Pasquale, «che nasce dalla necessità di comunicare alle associazioni che devono rispettare il termine concordato per lasciare libero lo stabile affinché l’Adsu possa avviare l’iter previsto dalla riqualificazione e rispettare i tempi per non perdere il finanziamento di 15 milioni che renderà possibile la rinascita e la messa a norma e in sicurezza dei locali. In un precedente incontro avevamo accordato uno slittamento al 28 febbraio di questa esigenza, oggi avremo modo di chiarire che non è possibile andare oltre, senza correre il rischio di ritardare la necessaria riqualificazione a vantaggio della città». Di Pasquale spiega che «non si tratta di uno sfratto, perché sia per il cantiere, che per l’assenza dei requisiti a mantenere lì le sedi, non è possibile fare altrimenti. Avevamo annunciato anche che ci sarebbe stato un nuovo regolamento e infatti questo sarà approvato domani e recepirà le nuove normative richieste per ottenere la fruizione degli spazi pubblici. Nel bando terremo conto dell’esigenza di chi ha già una sede e vorrà mantenerla, cosa possibile attraverso una semplice richiesta e un regolare contratto con l’ente».