Ex scuola occupata dagli abusivi L’Ater: nuovo bando per le case
LANCIANO. «Il bando di mobilità sarà pubblicato il 1° settembre. Ma la famiglia in questione è morosa, sarebbe esclusa da un'eventuale graduatoria». L’Ater di Lanciano, attraverso il presidente...
LANCIANO. «Il bando di mobilità sarà pubblicato il 1° settembre. Ma la famiglia in questione è morosa, sarebbe esclusa da un'eventuale graduatoria». L’Ater di Lanciano, attraverso il presidente Fausto Memmo, interviene nella vicenda dell’ex scuola elementare di Santa Maria dei Mesi occupata abusivamente da una famiglia rom. Martedì scorso il capofamiglia, G.G., 39 anni, ha forzato recinzione e ingresso e vi ha sistemato la moglie incinta e i sette figli minorenni, fra 2 e 14 anni. Fino a quel momento l’ex scuola era utilizzata dalle associazioni “Le tre contrade” e Pugilistica Nativio, che proprio quel giorno ha lasciato i locali.
La famiglia da 11 anni è assegnataria di un alloggio Ater a Santa Maria Maggiore, diventato troppo piccolo per i nove componenti. L’ultimo bando di mobilità, per la formazione di una graduatoria degli utenti che chiedono il cambio degli alloggi assegnati, risale però al 2015, bandito dal Comune. «La competenza è dell’Ater», precisa Memmo (Lega), «io mi sono insediato nel 2019, non rispondo della precedente guida Pd. Dopo l’approvazione del Cda, il 23 luglio il testo è stato inviato al Comune, che ha dato parere favorevole il 10 agosto. Il bando sarà pubblicato il 1° settembre, con le migliorie apportate. Il punto è che tra le condizioni richieste vi è la non morosità. La famiglia che ha occupato l’ex scuola non avrebbe diritto neanche all’alloggio di cui è assegnataria. Come Ater stiamo provvedendo alla messa in mora di tutte queste situazioni».
«La responsabilità maggiore è dell’amministrazione», interviene anche la Lega Lanciano, «che, presa dalla campagna elettorale, si è dimenticata di porre in essere le operazioni basilari quando un bene pubblico rientra nella disponibilità comunale: la messa in sicurezza, disdire le utenze e precludere le vie d’accesso, anche murare gli ingressi. Anche se l’amministrazione è intervenuta con l’avvocatura comunale (c’è una denuncia in Procura, ndc), questo non cancella una negligenza burocratica. Queste incuranze hanno reso appetibile l’immobile ad una numerosa famiglia rom e adesso è molto complicata la riconsegna del bene alla città, vista la presenza di minorenni».
«Sono indignato che si faccia campagna elettorale su un problema come questo», replica Eugenio D’Ovidio, presidente dell’associazione e portavoce delle tre contrade (Santa Maria dei Mesi, Torre Marino e Candeloro), «chi parla non sa che nell’ex scuola erano attive due associazioni. Preferirei che le parti politiche si adoperassero per provvedere alla risistemazione non solo delle associazioni, ma anche di questa famiglia, che non va etichettata con un’etnia».
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