Ex scuole donate alla città «Le giunte non le vogliono»
VASTO. «L’ex amministrazione del sindaco Giuseppe Tagliente e quella attuale di Luciano Lapenna sono accomunate dallo stesso proposito: distruggere la storia novecentesca dell’educazione in città»....
VASTO. «L’ex amministrazione del sindaco Giuseppe Tagliente e quella attuale di Luciano Lapenna sono accomunate dallo stesso proposito: distruggere la storia novecentesca dell’educazione in città». A sostenerlo è Italia Nostra, associazione che insieme a Porta Nuova e Vasto Libera, ha fondato un Comitato in città per salvare l’ex asilo Carlo Della Penna. Un’impresa che, nel passare delle settimane, si presenta sempre più ardua.
È dei giorni scorsi la notizia rivelata dai consiglieri comunali Nicola Del Prete e Davide D’Alessandro, di un progetto, presentato da alcuni privati, che prevede il rifacimento del vecchio e fatiscente stabile dell’ex asilo Carlo Della Penna, in cambio delle scuole medie Paolucci e dell’area circostante, dove verrebbero realizzate delle palazzine. Il paragone con i vecchi palazzi scolastici di corso Italia, riconvertiti durante la gestione dell’ex sindaco Giuseppe Tagliente, è presto fatto. «Dopo svariate voci vaghe e non verificabili, sembrano arrivare notizie sempre più fondate di uno scambio pubblico-privato senza che gli uffici tecnici del Comune ne sappiano nulla», sostiene Davide Aquilano, presidente del sodalizio che nel 2015 compirà 60 anni, «l’amministrazione Lapenna non sembra gradire le donazioni. A riconferma di ciò vale la pena ricordare che la vecchia sede della scuola civica musicale, la villa Ritucci-Chinni, pur avendo costituito la base di quell’istituzione, è oggi posta in vendita senza alcun rispetto per il donatore, il compianto Franz Ritucci-Chinni. Il munifico donatore cedeva la palazzina richiedendo una sola cosa: l’intestazione della scuola alla memoria del padre, Florindo Ritucci- Chinni, per tre volte sindaco della città. Il 12 maggio 1994 viene ufficialmente intestata all’illustre concittadino, ma vent’anni dopo l’intitolazione (1994-2014), la sede storica viene smantellata per raggranellare denaro fresco e la scuola civica musicale viene inserita nel Centro socio-culturale Enrico Berlinguer inaugurato in pompa magna il 22 giugno 2014. Da sede culturale con sede propria per testamento, la scuola musicale è stata sfrattata dal suo sito grazie all’attuale amministrazione diventando una tra le tante attività socio-culturali con consiglio di amministrazione e direttore artistico. Una fine che non avrebbe mai meritato», è la laconica considerazione di Aquilano. (a.b.)
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