Ex sindaco assolto per le lettere ai ripesi

Petrucci salutò i cittadini alla fine del mandato con 1.471 missive a spese del Comune. Non è peculato
CHIETI. Spedire 1.471 lettere ai propri cittadini non è campagna elettorale, né tanto meno è peculato, anche se quelle lettere sono a spese del Comune. Mauro Petrucci, medico gastroenterologo, ex assessore provinciale e, in questo caso, ex sindaco di Ripa Teatina, voleva solo salutare la sua gente dopo due mandati, cioè dieci anni, passati alla guida del Comune alle porte di Chieti. Così prelevò dalle casse dell’ente 882 euro e con quei soldi affrancò una montagna di lettere, una per ogni ripese, così come avrebbe fatto il primo cittadino di una grande città, un governatore di regione o un presidente della Repubblica uscente. Petrucci, peraltro, non era ricandidabile per il terzo mandato e gli sarebbero bastati 160 voti per essere eletto come semplice consigliere: una passeggiata per un sindaco che aveva raccolto 1.700 voti. Ma qualcuno, in paese, decise di metterlo in mezzo ai guai denunciandolo per peculato, il furto commesso da un pubblico ufficiale, e spedendolo in tribunale che però, ieri mattina (presidente Geremia Spiniello, giudice a latere Patrizia Medica), lo ha assolto perché il fatto non costituisce reato. Del resto, come ha sostenuto il difensore, Italo Colaneri, l’ex sindaco di Ripa scrisse quella lettera ciclostilata e inviata a tutto il paese, con il cuore in mano e mostrandosi così franco fino al punto di fare autocritica per quelle opere non portate a termine nell’arco dei dieci anni da sindaco a Ripa. Ma quale politico fa campagna elettorale ammettendo degli errori? Quindi era un semplice saluto,non un peculato.(l.c.)

