Fa irruzione a casa della ex compagna dopo la denuncia per violenze: arrestato

Nei guai un 38enne: piomba nell’appartamento della donna, non le consente di uscire e si impossessa del suo cellulare Dopo la convalida, il giudice ordina il divieto di avvicinamento: non potrà neanche più contattarla al telefono e su internet
CHIETI. Lei lo ha denunciato per maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale. Ma lui – un trentottenne teatino di cui non indichiamo il nome per tutelare l’identità della vittima – ha continuato a vessarla e, due sere fa, è piombato in casa sua. I carabinieri della sezione radiomobile della compagnia di Chieti si sono precipitati nell’abitazione di via Padre Alessandro Valignani e hanno arrestato l’uomo con l’accusa di violazione di domicilio. Nel primo pomeriggio di ieri, il giudice Enrico Colagreco ha convalidato l’arresto, disponendo la misura del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla donna: l’imputato, in attesa del processo per direttissima, dovrà rimanere ad almeno 300 metri di distanza e non potrà più contattarla neppure al telefono o su internet.
LA PRIMA DENUNCIA
Per riepilogare la vicenda, bisogna tornare indietro alla scorsa settimana, quando la donna – 47 anni, originaria della provincia di Pescara – viene aggredita in strada dall’ex compagno: i militari dell’Arma intervengono sul posto dopo la segnalazione di una passante. Dal racconto della vittima viene fuori un quadro di sopraffazioni fisiche e psicologiche che la costringono a vivere in una quotidianità fatta di ansia e paura. Ecco perché decide di allontanarsi dall’abitazione che condivide con il trentottenne.
LA RICOSTRUZIONE
Ma venerdì, poco prima di cena, l’indagato si presenta nell’appartamento in cui lei si è trasferita: non si limita a citofonare o a chiederle un incontro, ma ritrova una copia delle chiavi lasciata nei dintorni del portone d’ingresso dalla donna e fa irruzione in casa contro la volontà della ex. La donna gli dice chiaramente che la presenza non è gradita e che deve andare via immediatamente, eppure lui – sempre in base alla denuncia – se ne infischia, le impedisce di uscire dall’abitazione e si impossessa del suo cellulare. Ma la quarantasettenne ha già fatto in tempo ad allertare il 112. Quando giungono i militari, l’uomo è ancora dentro casa e ammette candidamente di esserci arrivato utilizzando le chiavi di cui sopra: su disposizione del sostituto procuratore di turno Giuseppe Falasca, finisce ai domiciliari. Fin qui, la cronaca della serata movimentata.
L’UDIENZA IN TRIBUNALE
Ieri il caso è arrivato in tribunale. L’imputato, difeso dall’avvocato Elena Santarelli, ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere. Il pm d’aula Natascia Troiano ha chiesto gli arresti domiciliari. Secondo il giudice, ci sono tutti gli elementi per applicare una misura cautelare, considerando la gravità dell’episodio e la pericolosità dell’imputato, anche alla luce dei precedenti penali. L’uomo, infatti, è stato più volte arrestato. Un paio di anni fa era finito in manette perché nella tasca dei pantaloni aveva 15 dosi di cocaina, nascoste in un fazzoletto di carta e pronte per essere vendute. Nel 2014 era stato invece bloccato, insieme a un complice, dopo aver rubato mille euro di carne e 170 euro in contanti in una macelleria di via Ortona, a Chieti Scalo.
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