Fabbrica di lattine chiusa Scioperano i 70 dipendenti

14 Ottobre 2018

SAN MARTINO SULLA MARRUCINA. «Venderemo cara la pelle». I sindacalisti Dorato di Camillo (Fim Cisl) e Andrea De Lutis (Fiom Cgil) si preparano alla battaglia contro la proprietà della Ball Beverage...

SAN MARTINO SULLA MARRUCINA. «Venderemo cara la pelle». I sindacalisti Dorato di Camillo (Fim Cisl) e Andrea De Lutis (Fiom Cgil) si preparano alla battaglia contro la proprietà della Ball Beverage Packaging che, in un blitz di 20 minuti, giovedì scorso è arrivata a San Martino sulla Marrucina e ha annunciato la chiusura dello stabilimento. Nel sito industriale di Campotrino lavorano 70 persone, più una quindicina di addetti delle ditte esterne. «Sono arrivati giovedì in fabbrica, accompagnati da una scorta armata», raccontano i sindacalisti, «e in soli 20 minuti hanno chiuso la questione. Finito il turno della mattina, hanno poi sbarrato i cancelli davanti agli operai del turno pomeridiano, dicendo che a gennaio lo stabilimento sarebbe stato dismesso».
La produzione di lattine per bevande, che Ball vuole portare in un altro suo stabilimento al Nord, nel comune di Nogara in provincia di Verona, dovrebbe riprendere domani, ma Cgil e Cisl hanno annunciato 24 ore di sciopero, con un’assemblea alle 9 davanti ai cancelli della fabbrica. «Non esiste una modalità più barbara e irrispettosa di quella utilizzata dalla Ball srl nei confronti delle proprie maestranze dello stabilimento di San Martino sulla Marrucina», dicono i rappresentanti sindacali, per i quali quello che sta succedendo nella fabbrica in attività dal 1981 è «un film già visto in Honeywell, riproposto qui a San Martino addirittura forse con un livello più basso». Come ha già fatto il sindaco del paese, Luciano Giammarino, anche i sindacati lanciano un appello alle istituzioni «per evitare che l’ennesima multinazionale in salute lasci questo territorio dopo averlo sfruttato, semplicemente alla ricerca di una tasca più piena». Cgil e Cisl concludono chiedendo il ritiro immediato dei licenziamenti e l’apertura di una trattativa sindacale. Intanto, domani, i lavoratori saranno in sciopero.