Fabrizio e la passione di raccontare l’Abruzzo

I personaggi della teatinità. Franceschelli giornalista e regista su Raitre collabora con Sciarelli per “Chi l’ha visto”. Ma la sua vera forza è la moglie Anna
CHIETI. Per seguire e assecondare la sua passione, anzi la sua ferma vocazione, Fabrizio Franceschelli il personaggio della mia odierna vetrina, ha raccontato la sua terra, scavando nell'anima della sua gente, del loro vissuto, delle loro gioie e delle loro tragedie, come quelle immense della guerra e dell'emigrazione, armato di macchina fotografica e cinepresa. Infatti per arrivare a fare quel che gli piace nella vita, mi raccontano coloro che lo conoscono bene, ha avuto la costanza della goccia che scava la pietra, fin da quando ha iniziato i primi lavori da documentarista, nel lontano 1976. Per anni ha lavorato cercando soprattutto di soddisfare la sua passione, senza chiedere o aspettarsi altro da quel che produceva. Ma proprio i suoi lavori, fatti con grande passione e soprattutto mettendo in campo le sue capacità di capire soggetti e situazioni. gli hanno alla fine aperta la strada. Prima la collaborazione con la sede regionale della Rai di Pescara e poi per la Rai Educational, per le quali ha prodotto documentari legati al nostro territorio, alle sue tradizioni e alla sua storia per far conoscere il mondo dei pastori e il sistema dei tratturi. Lavori che per la regia e la fotografia gli hanno fatto ricevere oltre 40 premi di Qualità del Ministero del Turismo e dello Spettacolo. Premi che hanno riguardato cortometraggi in 35 millimetri che, tra il 1979 e il 1992, sono stati distribuiti nelle sale cinematografiche. Tra questi lavori ebbe un notevole successo quello dedicato alla processione del Venerdì Santo di Chieti.
La grande svolta nella sua vita professionale è stata la collaborazione con la trasmissione di Rai Tre, "Chi l'ha visto", iniziata nel 1994. Fabrizio ha realizzato tantissimi servizi, come inviato di Federica Sciarelli, mostrando indiscutibili qualità nel condurre inchieste su vari casi. Ne ha totalizzati quasi trecento, con rigore assoluto nella esposizione dei fatti che si è trovato a raccontare, sapendo però sempre far emergere, dalle storie a lui affidate,gli aspetti umani e sociologiCI. La sua collaborazione con le reti televisive della Rai, come regista di fiction, di fatti di cronaca e di attualità, lavori di cui in tante occasioni ha anche curato la stesura delle sceneggiature, dura da circa tre nt'anni. A questo punto c'è da citare Anna Maria Cavasinni, sua moglie, preziosa collaboratrice, ma anch'essa regista, coautrice, con Fabrizio, della serie "La guerra in casa", innumerevoli volte trasmessa da Rai Storia, che racconta, con testimonianze dei protagonisti, documenti e filmati la tragedia di quei difficili anni vissuti dalla nostra regione. Una coppia di professionisti appassionati dal proprio lavoro, che rappresentano un formidabile sodalizio artistico culturale, ai quale si è recentemente unito il figlio, Max, che offre il suo prezioso contributo nella realizzazione di filmati ed inchieste e che sta avendo qualificanti esperienze anche all'interno della Rai.
Per chiudere il quadro sul personaggio, devo ancora ricordare che nel 2006 Fabrizio, Annamaria e altri registi che operano nel nostro territorio, hanno fatto nascere la Docab, vale a dire Associazione Documentaristi Abruzzesi. Un sodalizio che conta 40 iscritti, a dimostrazione delle vivacità del settore, di cui Franceschelli è stato nominato presidente. Infine una doverosa citazione dei sui lavori di filmograzia ricordando alcuni titoli: Viaggi tra i pastori, Faccetta nera, L'incantesimo del lago, A cavallo di una chitarra, Chieti sotterranea, realizzato nel 1987 che ha fatto conoscere a molti il prezioso patrimonio rappresentato da tutto ciò che esiste sotto l'antica Teate, la già citata serie per raccontare gli eventi della seconda guerra mondiale che si sono verificati in Abruzzo, "La guerra in casa"( 2007 ) e il primo e secondo Dvd dedicati alla "nascita della filosofia", per dare giusta valenza alla sua laurea in filosofia, conseguita con la tesi in Antropologia Culturale sul tema Trasformazioni nel mondo socio-economico e culturale fra i pastori dell'Italia Centrale. Nel suo curriculum anche l'insegnamento per quattro anni di Antropologia Visuale alla d'Annunzio".

