Faccia a faccia col ladro L’inquilina lo fa arrestare

La donna, allertata dai rumori nell’appartamento, chiama subito il 112 L’uomo fugge e finge di aspettare l’autobus. Ma la pattuglia lo cattura
CHIETI. Fingeva di essere un semplice viaggiatore in attesa di prendere l’autobus. Alle 5.30 del mattino, in jeans, felpa a maniche lunghe e zaino, alla fermata in viale Croce, vicino al pub Bross, c’era solo lui che aspettava l’autobus con aria indifferente. Ma i carabinieri non ci sono cascati. Gli sono piombati addosso e lo hanno arrestato con l’accusa di aver tentato un furto in un’abitazione poco distante. È finito così in manette Pierluigi Di Nisio, 48 anni di Chieti, un muratore saltuario, che secondo i carabinieri si sarebbe guadagnato la giornata derubando appartamenti.
È la risposta delle forze dell’ordine all’ondata di furti che sta martellando il territorio. E che ha visto tra i malcapitati anche una vittima illustre, il nuovo rettore dell’università d’Annunzio, Sergio Caputi. Il periodo è quello propizio: gli ultimi scampoli di ferie prima della ripartenza lavorativa. Molti appartamenti sono ancora vuoti, chi sa come fare può agire indisturbatamente per prendere tutto il possibile. E Di Nisio, secondo i carabinieri, sapeva come fare. Tanto è vero che ha scassinato come nulla fosse tre cancelli prima di entrare nella casa da derubare. Abitazione che lui pensava fosse vuota, perché aveva provato a suonare al campanello per sincerarsi della presenza dei padroni di casa. L’inquilina, però, anziché palesare la propria presenza rispondendo al citofono, ha capito tutto e si è comportata di conseguenza, chiamando subito i carabinieri. Una decisione che si è rivelata quanto mai azzeccata.
È successo tutto intorno alle 5 di ieri. Il quarantottenne aveva scelto un obiettivo in viale Benedetto Croce effettivamente non facile. C’era da forzare prima un cancelletto, poi un secondo cancello di accesso alle scale e poi il portone d’ingresso. Ma lui riesce a passare tutti gli step. Provvede a scassinare la serratura del primo cancelletto, poi quella del secondo accesso e infine suona al citofono per verificare se i proprietari sono in casa. Nessuno risponde. Quindi crede che la via sia libera ed entra nell’appartamento forzando anche la porta di ingresso. Messo piede in casa, però, si trova davanti l’inquilina trentaduenne che è già al telefono con i carabinieri. Dopo un attimo di esitazione l’uomo si dà alla fuga, mentre la donna, spaventatissima, ma lucida, continua a descrivere il ladro alla pattuglia in arrivo. Prima dell’incontro faccia a faccia con il ladro, la donna aveva sentito dei rumori e si era insospettita. Cosicché, anziché rispondere al citofono mettendo in fuga il malintenzionato, aveva chiamato i carabinieri. E proprio grazie alla dettagliata descrizione, i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile al comando del tenente Maria Di Lena, lo individuano subito alla fermata del bus, nelle vicinanze dell’abitazione. Quando i carabinieri gli sono piombati addosso, l’uomo è rimasto impietrito. Non ha detto una parola neanche dopo, quando è stato raggiunto dall’avvocato di fiducia Gabriele Torelli. Non si è giustificato, né ha fatto ammissioni. Non ha spiegato neanche perché a quell’ora lui che abita sul colle stesse prendendo un bus allo Scalo. I carabinieri hanno trovato nello zainetto blu che si portava dietro una chiave a pappagallo, un cacciavite a doppio utilizzo e una scorta di panini, carburante, ipotizzano i carabinieri, «per l’intensa giornata di furti che lo attendeva». Su disposizione del sostituto procuratore Giancarlo Ciani è scattato l’arresto, convalidato in tribunale. Dopodiché l’uomo è stato rimesso in libertà. L’avvocato Torelli ha chiesto infatti i termini a difesa, in attesa dell’udienza che si terrà il 25 settembre.

