Faist, incentivi ai licenziati Ma Fim boccia la proposta

3 Marzo 2020

Lanciano. Nuovo vertice nella sede di Confindustria: l’azienda conferma la chiusura La Rsa Ricci: «Il lavoro c’era, tant’è che l’impresa aveva assunto anche un interinale» 

LANCIANO . Ancora un braccio di ferro in Confindustria, tra la Faist e i rappresentanti sindacali di Fim-Cisl. L'azienda che produce sensori per turbine di auto e veicoli commerciali ha confermato ieri nella sede di Confindustria di Mozzagrogna, la chiusura dello stabilimento, avviata lo scorso 4 febbraio con la procedura di licenziamento collettivo per 17 dipendenti, tra cui 9 donne. Il sindacato per tutta risposta ha manifestato la ferma contrarietà alla cessazione dell'attività e chiesto di chiarire l'aspetto riguardante la rimozione dei macchinari all'interno dello stabilimento. Ma sul punto la Faist è rimasta arroccata sulle posizioni già assunte lo scorso 17 febbraio, limitandosi a dare atto di essere a conoscenza dello stato di fatto e affermando che i macchinari sono stati asportati.
Presenti all'incontro erano l'ingegnere Marcello Pennicchi, in rappresentanza della Faist, Domenico Bologna e Amedeo Nanni in rappresentanza della Fim-Cisl, Manuela Ricci, ex dipendente e rsa Fim e l'assessore alle attività produttive, Mauro Febbo. Un unico spiraglio, rinviato al mittente, è arrivato da parte della Faist riguardo il trattamento economico nei confronti dei dipendenti licenziati. L'azienda avrebbe offerto come incentivo all'esodo la cifra di 8mila euro, già respinta dai lavoratori a dicembre, a cui aggiungere i soldi risparmiati dal mancato accordo sindacale, tra cui ci sarebbe il pagamento degli ammortizzatori sociali. Non si è tuttavia ancora parlato di numeri, dal momento che la Fim ha respinto questa ipotesi continuando a concentrarsi sul salvataggio dei posti di lavoro. «Il lavoro c'era», sostiene la rsa Manuela Ricci, «fino alla chiusura l'azienda aveva anche pagato un dipendente interinale, assunto proprio per far fronte alla gestione della produzione».
La Fim ha inoltre rimarcato che lo scorso 19 febbraio, sono stati notati ulteriori movimenti di mezzi nei pressi dell'azienda, ed è tornata a chiedere conferma dell'asportazione dei materiali.
«Procederemo con le azioni giudiziarie previste dalla legge in questi casi», commenta Domenico Bologna, segretario Fim Abruzzo e Molise. Il prossimo incontro è stato programmato venerdì 20 marzo alle 15 nella stessa sede. Fuori dall'ingresso di Confindustria, così come avvenuto per l'incontro del 17 febbraio, una rappresentanza di ex dipendenti ha applaudito provocatoriamente il manager Faist. (d.d.l.)
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