Faist, ora lo scontro si sposta sulla politica

11 Febbraio 2020

Lanciano. Fabbrica smantellata, Fratelli d’Italia: «Val di Sangro da tutelare, ma la Provincia è assente»

LANCIANO . «Il tessuto industriale della Val di Sangro è una risorsa per il nostro territorio e non dobbiamo ricordarcene solo quando chiude un’azienda. Occorre una politica lungimirante che agevoli operatori economici ed insediamenti produttivi». Il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia interviene sulla chiusura della Faist, azienda che produce sensori per turbine per auto e veicoli commerciali e che venerdì ha cessato le lavorazioni a seguito del trasferimento dei macchinari in un altro stabilimento.
«Condanniamo con tutte le nostre forze quanto è accaduto alla Faist Sangro in questi giorni», dichiarano i consiglieri Paolo Bomba, Gabriele di Bucchianico e Roberto Gargarella. «Abbiamo assistito ad un atteggiamento arrogante da parte dell’azienda. Quel che è accaduto ci obbliga tuttavia ad una seria riflessione su quanto poco la Val di Sangro sia attrattiva per gli imprenditori e quanto gli amministratori si sforzino di mettere in campo infrastrutture e servizi a disposizione delle aziende».
«Abbiamo assistito a ipocrite passerelle», si legge in una nota, «il sindaco di Lanciano e presidente della Provincia di Chieti, Mario Pupillo si accorge, purtroppo, che esiste la Val di Sangro solo quando c’è da celebrare un funerale. In questi anni non ha creato un solo servizio, nessuna infrastruttura per la Val di Sangro, anzi, ha dichiarato pubblicamente che Lanciano deve strategicamente guardare verso Ortona e che ormai la Val di Sangro è un ‘non luogo’. Dimentica sempre che Lanciano ha la sua zona industriale, ma arrivarci è impossibile visto che tutte le strade provinciali sono un colabrodo».
Il gruppo di FdI critica l’operato di Pupillo anche nel suo ruolo di presidente della Provincia di Chieti: «Amministra da 10 anni il Comune di Lanciano e dal 2014 la Provincia di Chieti e in tutto questo tempo zero idee», fa notare il partito di Giorgia Meloni, «zero progettualità e soprattutto non un solo centesimo destinato al miglioramento infrastrutturale verso la zona industriale». (d.d.l.)
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