False licenze Ncc, in 16 davanti al giudice

L’inchiesta rimbalza tra Lanciano e Pescara: il 12 febbraio si deciderà sui rinvii a giudizio degli indagati
LANCIANO. Rimbalza tra i tribunali di Lanciano e Pescara l’inchiesta sulle false autorizzazioni per noleggio di autoveicoli con conducente rilasciate da alcuni Comuni frentani, San Vito in primis e da quello di Turrivalignani e destinate al mercato romano. Il 12 febbraio 2018 dinanzi al gup Marina Valente compariranno 16 imputati come richiesto dal procuratore Mirvana Di Serio. Tra questi l’ex sindaco di Turrivalignani, Roberto Di Cecco e il responsabile del Suap del Comune di San Vito Chietino, Angelo Bianco. Poi ci sono Fabio Falasca, 49 anni, di Schiavi d’Abruzzo; Sebastiano Di Maria, 47 anni di Manoppello; Agostino Forte, 49 di Schiavi; Marco Rulli, 52 anni; Giancarlo Di Girolamo, 47 anni; Luigi Fazi, 44; Daniele Donati, 37; Antonio Clotilde, 56 anni; Fabio De Maglie, 52 anni; Tullio Fadda, 56 anni; Massimo e Maurizio Lucci, 59 e 55 anni; Sandro Rossi, 69 anni e Carlo Salvati, 54 anni, tutti romani. Le accuse, vanno a vario titolo dall’associazione per delinquere alla corruzione fino alla concussione. L’accusa più pesante è quella di associazione a delinquere, contestata a Di Cecco, Bianco, Falasca, Di Maria, Rulli, Fazi, Forte e Di Girolamo. Dietro pagamenti indebiti, dai Comuni sarebbero arrivate le licenze.
A San Vito l’accusa sostiene che l’allora funzionario del settore Commercio, Angelo Bianco, difeso dall’avvocato Alessandro Troilo, tra il 2007 e il 2012 avrebbe sfornato centinaia di licenze anche se solo 52 sono quelle documentalmente accertate. Molte di queste erano intestate a defunti, avevano lo stesso indirizzo, tra cui l’abitazione di Bianco. Il funzionario avrebbe percepito affitti fittizi in usufrutto per il rimessaggio noleggio a partire da 500 euro al mese: una presunta “tangente” secondo la procura. Accuse di corruzione anche per l’ex sindaco Di Cecco, per fatti risalenti al 2009. In complesso il giro di affari nel frentano era da 20mila euro l’anno, che raddoppiava con il rinnovo delle licenze.
L'inchiesta partì dalle denunce di tassisti romani che segnalarono la presenza di troppe auto con licenze di Ncc rilasciate in Abruzzo che facevano concorrenza sleale. Sono 11 le parti offese; 5 tassisti, sindacati Taxi Ugl e Taxi Cisal, Movimento Italiano Tassisti, Anar(associazione nazionale autonoleggiatori), coop Sacat Tassisti, Tutela Legale Taxi. (t.d.r.)
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