Falsi testimoni all’incidente, 4 condanne

Amici fingono di non conoscersi e inventano la dinamica per lucrare sull’assicurazione, smascherati dalle foto su Facebook
CHIETI. Avevano dichiarato di non conoscersi e di essersi visti per la prima volta in occasione di un incidente stradale accaduto in una rotatoria di Francavilla il 24 aprile del 2016. L’avevano detto e l’avevano messo per iscritto nel giorno del sinistro e poi l’hanno anche giurato davanti a un giudice. Ma era una menzogna, scoperta dai carabinieri grazie alle foto pubblicate su Facebook: in realtà, non erano 4 testimoni normali ma 4 amici che avevano inventato quella bugia per truccare l’incidente che aveva coinvolto uno di loro e incassare così i soldi dell’assicurazione. Credevano di essere furbi e, invece, adesso si ritrovano 4 condanne: una donna di Miglianico, T.L., un’altra di Francavilla, L.P., F.F. di Francavilla e C.L. di Chieti hanno patteggiato la pena di un anno e 4 mesi per il reato di falsa testimonianza. Di fronte a quelle foto su Facebook che li ritraevano insieme durante gare di ballo, non hanno potuto fare altro che ammettere di conoscersi da tempo e di non aver mai assistito all’incidente tra via Nazionale Adriatica sud e via Duca degli Abruzzi.
A scoprire il tentativo di ribaltare la dinamica dell’incidente stradale ingannando così la controparte, una donna di Pescara, la sua compagnia assicurativa e anche un giudice sono stati i carabinieri della sezione di polizia giudiziaria della procura diretti dal maresciallo maggiore Giovanni Esposito in un’indagine coordinata dal pm Giancarlo Ciani.
La donna pescarese, percorrendo la rotatoria, era stata centrata dall’auto di T.L. e aveva ragione. Ma quando si è presentata dalla sua compagnia assicurativa per ottenere il risarcimento del danno di poche migliaia di euro ha capito che l’altra donna aveva provato a ribaltare la dinamica del sinistro e, in un primo momento, ci era anche riuscita. Da qui è nata una causa civile: sentendosi raggirata, la pescarese ha citato davanti al giudice di pace di Chieti la controparte e la sua assicurazione ma la sentenza gli ha dato torto grazie alle testimonianze, prima scritte e poi confermate davanti al giudice, dei tre amici di T.L.. Davanti al giudice, i testimoni, oltre alla loro versione dei fatti sull’incidente, hanno affermato di «non conoscere» T.L. o di «conoscerla solo di vista».
Beffata dalla sentenza, la pescarese ha “spiato” i profili Facebook della controparte e dei testimoni, ha scoperto che erano amici e si è rivolta alla procura: oltre a Facebook, i carabinieri hanno tracciato i movimenti dei testimoni analizzando le celle telefoniche e accertato che, nel giorno dell’incidente, non erano mai stati a Francavilla.

