Falso allarme dei black bloc, controlli della polizia in centro a Chieti

Scatta l’allerta delle forze dell’ordine anche nel capoluogo teatino, ecco tutti i dettagli
CHIETI. Vestiti di nero, con passamontagna o maschere, alla villa comunale di Chieti fra le 8.30 e le 9. Un messaggio rimbalzato su WhatsApp tra gli studenti ha fatto scattare l’allerta e i controlli della polizia, ma l’annunciato raduno si è rivelato un falso allarme. Ieri mattina nella zona c’erano pochi ragazzi e gli agenti della Digos, presenti per sicurezza. Un’auto della polizia era in piazza Trento e Trieste, di fronte alla chiesa della Trinità.
La manifestazione non autorizzata annunciata nelle chat non c’è stata. Il falso allarme arriva a pochi giorni dalle violenze di Milano: vetrine sfondate, negozi saccheggiati, tavolini e dehors distrutti, lanci di sassi e bottiglie contro le forze dell’ordine. Sabato sono stati danneggiati i punti vendita Nike e Rinascente e saccheggiato Foot Locker; domenica sono stati assaltati un supermercato Carrefour in via Torino e i negozi di via Orefici. Fra i protagonisti dei disordini numerosi minorenni. Molti dei ragazzi erano vestiti di nero e avevano il volto coperto.
Il testo indicava la data di ieri, il 21 ottobre, come giorno dell’appuntamento e conteneva istruzioni sull’abbigliamento: «Total black: vestiti completamente di nero, così siamo tutti coordinati e uguali». Seguiva la voce «Protezione: passamontagna, occhiali o maschere», insieme all’invito a indossare scarpe comode per «camminare e muoversi agilmente». Infine l’orario e l’esortazione ad arrivare anche prima: «Più siamo e più compatti saremo». Nessuna indicazione, nello screenshot, sugli obiettivi dell’iniziativa o su chi la organizzasse.
L’appello aveva cominciato a circolare almeno dal giorno precedente, passando da un telefono all’altro e raggiungendo anche i familiari degli studenti. Fra le segnalazioni, quella di chi aveva ricevuto il messaggio da un nipote che frequenta il liceo classico e aveva ritenuto opportuno chiedere qualche controllo in più. La Digos aveva ricevuto segnalazioni sulla circolazione del testo già da martedì e ieri mattina era operativa sul posto. Nella stessa giornata c’era lo sciopero degli studenti del Pomilio-Galiani-De Sterlich, ma non era prevista una loro manifestazione alla villa comunale di Chieti. La protesta scolastica non contemplava quindi il raduno descritto nel messaggio e che aveva alimentato preoccupazione.
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