Famiglia arrestata, l’inchiesta passa a Vasto

San Salvo. Spaccio di droga, il pm di Santa Maria Capua Vetere dichiara l’incompetenza territoriale
VASTO. Il fascicolo sulla famiglia di San Salvo che farebbe parte della presunta “banda dei sinti” scoperta in Campania, accusata di spaccio, è tornato a Vasto. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Alessandra Grammatica, ha dichiarato la propria incompetenza territoriale. Della famiglia di San Salvo accusata di avere collegamenti con la cosiddetta “banda dei sinti” si sono occupati il pm Michele Pecoraro e il gip Anna Rosa Capuozzo.
Uno solo degli indagati, l'unico uomo, A.D.R., 38 anni, assistito dagli avvocati Marisa Berarducci e Antonello Cerella, ha ottenuto la remissione in libertà. A parere del magistrato non sussistono elementi di colpevolezza tali da giustificare l’arresto. Due delle altre indagate, C.S. e L.B., entrambe trentenni assistite dall'avvocato Marisa Berarducci, hanno ottenuto gli arresti domiciliari. L.D.R., 35 anni e R.D.R., 32 anni sono nel carcere di Pozzuoli. B.M. 32 anni aveva ottenuto già i domiciliari. La prossima settimana sono in programma gli interrogatori.
La famiglia è accusata di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Le accuse si fondano su intercettazioni che risalgono al 2018. L’avvocato Berarducci nel ribadire che dalle intercettazioni non si intravedono responsabilità così gravi da portare all'arresto dei suoi clienti, ha annunciato il ricorso al tribunale del Riesame. Il blitz dei carabinieri è scattato all'alba di dieci giorni fa nel Casertano, nel Frusinate e, contestualmente, nel Vastese. I sei sono coinvolti in un'operazione partita da Santa Maria Capua Vetere ed estesa poi al Lazio, Abruzzo e Molise.
Dalle indagini dei carabinieri di Sessa Aurunca è emerso che gli indagati avevano creato numerose piazze di spaccio, una delle quali a San Salvo gestita da donne. (p.c.)
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