Famiglia infettata, tamponi a tappeto

18 Maggio 2020

Sei nuovi positivi nel quartiere Santa Rita, sottoposti al test gli altri 24 inquilini: oggi attesi i risultati. I casi salgono a 85

LANCIANO. Sei persone all’interno della stessa famiglia contagiate, altre 24 in attesa dell’esito del tampone, la palazzina dove tutti risiedono a Santa Rita sanificata dall’Ater e un’intera città in apprensione per il timore dell’esplosione di un focolaio Covid. È l’appendice lancianese del caso Vasto, ovvero dell’aumento di contagi a causa della partecipazione di alcune famiglie rom del posto a un funerale a Campobasso il 30 aprile scorso. Anche nel caso lancianese pare che, proprio dopo la partecipazione alla commemorazione funebre nel Molise, due membri di una famiglia siano stati contagiati (ora sono ricoverati in ospedale) e che poi l’infezione si sia diffusa ad altri componenti, facendo salire i casi di Covid positivi in città da 78 ad 85.
L’ALLARME. I controlli a tappeto su tutti i condòmini sono partiti da una precisa richiesta Asl. «Sabato mattina», racconta il sindaco Mario Pupillo, «sono stato contattato e ho poi incontrato il direttore del dipartimento di prevenzione Asl, Giuseppe Torzi, per il problema della presenza di un contagio esteso all’interno di un nucleo familiare che vive in una palazzina Ater a Santa Rita. Chiedeva la collaborazione del Comune per rintracciare tutte le famiglie del condominio e sottoporle al tampone per bloccare l’eventuale scoppio di un focolaio Covid. Ci siamo subito attivati assieme al Coc, diretto dall’ingegnere Fausto Boccabella, e siamo riusciti a rintracciare le famiglie residenti e a chiedere loro di sottoporsi volontariamente al tampone. Hanno accettato senza indugi dimostrando grande collaborazione. Abbiamo così girato l’elenco dei nominativi alla Asl che ha preparato i test».
I TAMPONI. Sabato pomeriggio, dalle 15 alle 18, mentre la polizia municipale e il sindaco seguivano da lontano le operazioni per evitare eventuali intralci, due operatori sanitari, dentro l’ambulanza sistemata sotto il palazzo, hanno eseguito i test. «Che sono vitali», riprende Pupillo, «e che saranno pronti domattina (stamattina per chi legge, ndc), per capire se il problema è rimasto confinato, come speriamo, all’interno della famiglia che, dopo la scoperta dei due casi positivi, era in quarantena». L’ATER. Poi, il sindaco ha contattato l’Ater per far sanificare il condominio. «Abbiamo trovato la grande disponibilità dell’Ater e del presidente Fausto Memmo», precisa Pupillo, «che in tempi rapidissimi ha provveduto a trovare la ditta e far sanificare il palazzo». Un’impresa non facile visto che in questi giorni, per l’apertura di tutte le attività, le ditte per le sanificazioni dei locali sono impegnate in un super lavoro. Ad ogni modo ieri, dalle 8 alle 12, il palazzo è stato bonificato mentre agli inquilini la protezione civile ha dato mascherine e guanti.
I CONTAGI. Dopo aver chiuso la fase 1 a 76 contagi e aver trascorso giorni senza nuove infezioni, dal 12 maggio i casi positivi in città sono cominciati ad aumentare e sono ora 85. Ovviamente non sono tutti casi attivi, perché ci sono state anche 44 guarigioni. Un focolaio Lanciano lo ha già fronteggiato: è quello che si è sviluppato all’interno dell’ospedale Renzetti, che ha portato a chiudere 4 reparti (Ortopedia, medicina, Utic e Otorino) e che ha visto decine di medici, infermieri e Oss contagiati ma soprattutto pazienti, 9 dei quali sono poi deceduti in altri ospedali.
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