Famiglia intossicata dal monossido altri esami sulle caldaie di due case

Stanno bene genitori e tre figli dopo i malori provocati dal gas sprigionatosi nella loro abitazione Disposti ulteriori accertamenti sugli impianti termici della palazzina: c’è l’ordinanza del Comune
TOLLO . Serviranno ulteriori approfondimenti per capire le cause che hanno portato giovedì mattina all’intossicazione da monossido di carbonio di un’intera famiglia di Tollo, nella palazzina di contrada Piane Mozzone. Stanno bene le cinque persone rimaste coinvolte, due bambini di 13 e 11 anni con la sorellina di appena uno, insieme ai genitori U.D.E. di 41 anni e E.C. di 35. Proprio la donna 35enne, che ha dato l’allarme dopo essere tornata dal turno di lavoro all’alba, è stata dimessa con una prognosi di cinque giorni. Sono invece ricoverati a Cesena il marito ed i suoi figli, che stanno concludendo gli ultimi accertamenti prima di essere dimessi.
Il sindaco Angelo Radica ieri ha emesso l’ordinanza per l’interdizione momentanea all’uso dell’unità abitativa in cui si è verificata l’intossicazione e il divieto all’uso dell’impianto termico alimentato a gas per il riscaldamento della sottostante abitazione. Un provvedimento che permetterà di eseguire ulteriori accertamenti, come ritenuto necessario dai vigili del fuoco. È necessario disporre una verifica da parte di un tecnico abilitato per accertare la funzionalità e la conformità alla normativa di sicurezza di entrambi gli impianti termici alimentati a gas metano, in particolare relativamente alla tenuta dei condotti di evacuazione dei prodotti della combustione. Con le verifiche effettuate giovedì dai vigili del fuoco, infatti, non sono stati riscontrati valori anomali di monossido di carbonio, come è stato specificato nella relazione prodotta dal dipartimento degli stessi vigili del fuoco. Ed allora vanno chiarite definitivamente le cause dopo che i sanitari accorsi hanno accertato comunque essersi verificata un’intossicazione da monossido.
Le ipotesi che sono emerse durante i sopralluoghi nella giornata di giovedì sono state quelle di un funzionamento difettoso della canna fumaria della caldaia, che sarebbe stata intasata dal nido di piccioni. Idea poi smentita nel corso delle ore, quando ci si è concentrati su un cattivo funzionamento della caldaia di un altro appartamento rispetto a quello in cui la famiglia ha accusato il malore. Ma servono altre verifiche per avere tutte le risposte.
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