Vasto

Famiglia nel bosco, Pillon: “Inaccettabile l’inerzia dei servizi sociali”. Cantelmi: genitori straziati

5 Settembre 2026

Le dichiarazioni di Simone Pillon, legale di Nathan e Catherine, a qualche giorno di distanza dalla decisione del Tribunale per i minorenni dell'Aquila sul rientro graduale in famiglia dei tre figli della coppia anglo-australiana. E il consulente Cantelmi parla della sofferenza della Coppia

VASTO. Spiace prendere atto che il Servizio sociale affidatario abbia rimandato sia la propria disponibilità sia, e ciò è più grave, la concreta applicazione dei rientri a Palmoli dei minori". Così l'avvocato Simone Pillon, legale della cosiddetta famiglia nel bosco, a qualche giorno di distanza dalla decisione del Tribunale per i minorenni dell'Aquila sul rientro graduale in famiglia dei tre figli della coppia anglo-australiana.

In una nota, il legale denuncia ritardi e difficoltà nell'attuazione concreta delle indicazioni del Tribunale. "Immediatamente dopo la comunicazione del decreto - spiega Pillon - abbiamo chiesto una riunione per risolvere con tutti gli attori istituzionali i delicati e complessi problemi di attuazione pratica delle indicazioni del Tribunale".

Secondo il legale, tutrice, curatrice e medici della Neuropsichiatria infantile di Atessa hanno "immediatamente offerto la loro disponibilità". Al contrario, sostiene, il Servizio sociale affidatario avrebbe rinviato. "Anche le rassicurazioni verbali, ricevute giovedì, circa una comunicazione via email che avrebbe dovuto arrivare entro venerdì 4 settembre, sono rimaste lettera morta".

A oggi, sottolinea Pillon, non è stato avviato il programma di rientro dei tre bambini, che dallo scorso novembre si trovano nella casa-famiglia di Vasto, e non è stata neppure indicata una data per l'incontro richiesto tra le parti.

"Il segnalato allarme sullo stato di salute dei minori e il loro più volte manifestato desiderio di rientro - aggiunge il legale Simone Pillon - avrebbero dovuto essere preso in considerazione dal Servizio affidatario consigliando quella stessa urgenza e immediatezza di intervento che era stata applicata quando si è trattato di portare i minori in casa-famiglia o di allontanarne la madre".

Pillon contesta quindi quella che definisce "inerzia" e "inaccettabile dilazione dei tempi per ragioni burocratiche, che non è giusto siano fatte pagare ai minori".

Il legale dei genitori, pur ribadendo "la piena disponibilità alla collaborazione", esorta formalmente il Servizio Ecad 14 Altovastese a procedere "con urgenza agli adempimenti di competenza nell'interesse dei minori". "Non sarebbe, infatti, ammissibile che i bimbi - sottolinea il legale - dopo mesi di permanenza in casa famiglia, vedano ulteriormente compressi per ragioni amministrative i loro, sia pur minimali, diritti per come riconosciuti dal decreto in vigore".

"Ci si riserva ogni ulteriore azione ove permanesse l'attuale inerzia", conclude Pillon.