Ortona, nella sala del Comune il convegno con i neofascisti che si ispirano ai putiniani

5 Settembre 2026

Dal figlio del fondatore di Ordine Nuovo all’ex braccio destro di Vannacci: ecco gli ospiti dell’associazione già diffidata dalla Provincia di Pescara

ORTONA. Il Comune di Ortona apre le porte ai neofascisti che teorizzano «l’attualizzazione» del pensiero di Jean Thiriart, il belga «amico del grande Reich», e Aleksandr Dugin, l’ideologo di Putin. Il pensiero di questi due maestri dell’estremismo è al centro di un convegno in programma dal 25 al 27 settembre nella sala pubblica Eden di corso Garibaldi. La tre giorni è organizzata dal centro studi e ricerca “La Cittadella”, un’associazione di ultradestra già nota per aver pubblicizzato la presentazione di un libro utilizzando il logo della Provincia di Pescara. Per la cronaca, il volume in questione era “Bugie coloniali. Leggende, fantasie e fake news sul colonialismo italiano”. Allora, nel gennaio scorso, l’ente si rifiutò di concedere una propria sala e parlò di «uso improprio» del simbolo, diffidando l’associazione.

Ora invece il centro studi, nel promuovere la kermesse, non utilizza l’immagine del gonfalone di Ortona, ma lo spazio comunale resta affittato regolarmente, con l’amministrazione del sindaco Angelo Di Nardo (Fratelli d’Italia) che – per adesso – non sembra intenzionata a chiudere quelle porte, né a prendere le distanze dall’iniziativa. Dopo una prima giornata apparentemente in sordina dedicata a Gabriele d’Annunzio – “Da Fiume al dissenso” è il titolo del ciclo d’incontri – è tra la seconda e la terza che si ha un crescendo di estremismo. Sabato 26 settembre uno dei dibattiti è intitolato “Russia nemica? No. Il vero nemico va cercato in casa”. Gli interventi previsti sono, tra gli altri, di Fabio Filomeni, colonnello in congedo fuoriuscito nel 2025 dal movimento “Il mondo al contrario” di Roberto Vannacci perché «troppo vicino alla Lega».

C’è poi Rainaldo Graziani, figlio di Clemente, cofondatore dell’ex organizzazione terroristica di estrema destra extraparlamentare attiva dal 1969 e sciolta nel 1973, quando i dirigenti del movimento furono accusati di ricostituzione del disciolto Partito nazionale fascista. Rainaldo Graziani, tra il 2017 e il 2018, ha rifondato come centro studi l’organizzazione del padre; in precedenza, negli anni Novanta, era stato il “papà” di Meridiano zero, punto di riferimento dei naziskin romani. E a proposito di terroristi e stragi, la domenica ci si incontra per parlare di quella di Bologna. Il talk si intitola “Chi è stato? Presentazione del libro Bologna: La pista Israelianacon Luca Tadolini, avvocato emiliano specializzato in revisionismo storico in chiave anti-partigiana. Proprio sulla strage di Bologna del 1980, Tadolini ha scritto un volume per accusare gli israeliani, assolvendo quindi l’eversione nera.

Il convegno prosegue poi con “Morire per la Nato? Perché l’Europa rischia l'harakiri”, in cui tornano a parlare Filomeni e Graziani. L’ultimo appuntamento è quello che chiude il cerchio: “Teoria del mondo multipolare. Attualizzazione del pensiero di Thiriart e Dugin”. Cioè delle idee di un uomo nato nel 1922 (Thiriart) che affiancava all’antiamericanismo un modello di autarchia e che aderì al gruppo “Amis du Grand Reich allemand” (amici del grande Reich tedesco), un’associazione belga che raggruppava militanti diventati favorevoli all’alleanza con la Germania di Adolf Hitler. S’inneggerà anche alle teorie di quello che è considerato il «cervello di Putin» (Dugin). Sono suoi i testi che legittimano l’ambizione alla leadership euroasiatica e all’espansionismo verso i confini “sacri” della Russia zarista: l’invasione dell’Ucraina è scaturita anche da queste tesi.

Il centro studi “La Cittadella” è nato a Pescara il 23 aprile 2025. Nel proprio sito web sono elencati i dieci punti del movimento, tra i quali figurano il «ritorno al sacro e alla fede cattolica», la «difesa dell’identità». E il punto sulla «presenza nelle strade e nelle piazze», così spiegato: «Non ci nasconderemo. Saremo visibili: con la bandiera nera, con la voce alta, con l'azione concreta. Dalle scuole alle piazze, dalle montagne abruzzesi alle barricate simboliche, porteremo il nostro grido di ribellione». I riferimenti culturali sono decifrabili dall’archivio librario proposto. Pierre Drieu La Rochelle, Louis-Ferdinand Celine, Julius Evola: autori controversi, alcuni di grande talento, ma che hanno in comune soprattutto lo spiccato antisemitismo e la simpatia per il fascismo.

Ma i miti della Cittadella non sono soltanto intellettuali: il culto dell’ultradestra passa anche per personaggi come Ettore Muti, segretario del Partito nazionale fascista, e Robert Brassilach, il collaborazionista francese fucilato nel 1945, noto per aver utilizzato la stampa come strumento di delazione, pubblicando sulle riviste gli indirizzi privati degli ebrei per facilitarne la cattura da parte dei nazisti. Sempre sul sito web del centro studi, è riportata una citazione di Massimo Morsello, il «De Gregori nero», ex terrorista e latitante del Nucleo armato rivoluzionario (Nar), condannato per banda armata e associazione sovversiva, prima coinvolto e poi assolto per la strage di Bologna: «Colpi di tamburo che risuonano sordi, che ci chiamano alla guerra e noi siamo pronti».

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