Fango e detriti scaricati nell’area protetta

16 Novembre 2017

Sequestrato il materiale di risulta recuperato dal vallone Buonanotte e abbandonato nella riserva Marina di Vasto

VASTO . Deposito abusivo di materiale di risulta in un’area Sic tutelata dall’Unione europea. È l’ipotesi di reato al vaglio della Procura di Vasto che, ieri mattina, ha incaricato i carabinieri forestali di sequestrare un’area sul greto del torrente Buonanotte, non lontano dalla Statale 16 e dalla pista ciclabile tra San Salvo e Vasto Marina. Sull’area sono state depositate tonnellate di detriti e materiali di risulta provenienti dal vallone Buonanotte. I militari hanno recintato l’area e contestualmente hanno avviato indagini per meglio definire la vicenda e stabilire eventuali responsabilità. L’indagine è stata avviata a seguito di un esposto presentato dal Wwf al comando provinciale dei carabinieri forestali. La quantità di materiale da riporto è enorme: tonnellate di detriti, fango e vegetazione finiti nel vallone Buonanotte dopo l’alluvione del 2015 e recentemente recuperati. Le operazioni di recupero non contemplano il deposito del materiale (che non è comunque inquinante) sull’arenile, a maggior ragione se si tratta di un’area Sic. La Protezione civile ha collaborato alle operazioni di recinzione dell’area protetta, offrendo supporto logistico.
La montagna di materiale sembra essere la stessa prelevata dal vallone del torrente Buonanotte, sottoposto di recente alla ripulitura delle sezioni di deflusso al confine fra San Salvo e Vasto. Per effettuare il recupero sono state necessarie ben otto autorizzazioni. La riserva naturale regionale Marina di Vasto si estende lungo la fascia litoranea a sud di Vasto per 3 chilometri di lunghezza e 180 metri di larghezza, fino al Giardino Mediterraneo di San Salvo, subito dopo il Fosso Buonanotte. La riserva, istituita con legge regionale del 30 marzo 2007 comprende un’area di 57 ettari, di cui 49 nel comune di Vasto e otto nel comune di San Salvo. Nella parte sud-orientale c’è il torrente Buonanotte a segnare il confine tra le due città. Fra il punto in cui è stato prelevato il materiale di risulta e l’area sulla quale è stato gettato ci sono pochi metri. Chi ha incautamente abbandonato i rifiuti vicino al greto ha peccato di superficialità e non si è reso conto delle conseguenze, che potrebbero essere gravi. Soddisfazione per il sequestro della Procura e per le indagini avviate dai forestali è stata espressa dagli ambientalisti. (p.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.