Farmaci, a giudizio tre ex ricercatori Cesi

23 Ottobre 2014

Peculato e ricettazione: la Fondazione d’Annunzio chiede un maxi risarcimento di 18 milioni di euro

CHIETI. Sono stati rinviati a giudizio con l’accusa di aver intascato oltre 600mila euro, parte delle somme di denaro versate da 8 case farmaceutiche alla Fondazione università d’Annunzio per la sperimentazione di alcuni nuovi farmaci da immettere sul mercato, realizzata dal Centro ricerca clinica (Crc) del Cesi (Centro scienze dell’invecchiamento) della d’Annunzio. A processo il 15 gennaio del 2015 Stefano Martinotti, 54 anni, residente a Chieti, ex medico patologo della università d’Annunzio ed ex responsabile del laboratorio del Cesi; Alessandro Allegrini, 41anni, residente a Pescara, ex ricercatore universitario in servizio nel Dipartimento di medicina e scienze dell’invecchiamento della d’Annunzio ed ex farmacista del Centro di ricerca clinica del Cesi e Gaetano Lepore, nato a Sulmona 54 anni fa, residente a Pescara, commercialista della Ddt srl di Pescara. I primi due sono accusati di peculato, il terzo di ricettazione.Ieri davanti al Gup c’è stata la costituzione di parte civile della Fondazione d’Annunzio, presieduta dall’ex rettore dell’ateneo Franco Cuccurullo, che rappresentata dall’avvocato Goffredo Tatozzi, ha chiesto 18 milioni di danni. La società Ddt, che aveva per oggetto la promozione, la ricerca e la sperimentazione nel campo delle ricerche farmacologiche, era uno dei laboratori esterni di cui si serviva il Cesi. Il Centro affidava alla Ddt, titolare di un laboratorio presso lo stesso Cesi, sotto il controllo del farmacista Allegrini, le analisi dei nuovi farmaci eventualmente da immettere sul mercato.

Secondo l’accusa, 8 case farmaceutiche di Milano e di Roma, (due senza alcun contratto di sperimentazione), oltre ad aver pagato, come da convenzione, la Fondazione d’Annunzio, erogavano compensi ulteriori alla Ddd srl, e lo facevano attraverso bonifici bancari intestati alla stessa società, srl composta dalla moglie di Martinotti e da Allegrini che intratteneva i rapporti con le società farmaceutiche.(k.g.)

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