Farmaci scaduti ai pazienti otto mesi a un medico

16 Novembre 2019

Vasto. Professionista assolto per l’utilizzo di una casa privata come clinica abusiva Il difensore annuncia ricorso: «Sono creme idratanti non destinate ai clienti»

VASTO. Era accusato di aver utilizzato farmaci scaduti nel corso di prestazioni di chirurgia plastica che avvenivano in un’abitazione nelle campagne di Scerni e in una casa del quartiere Romito-Vittoria di Firenze, dove aveva allestito due sale operatorie ritenute carenti dal punto di vista strutturale. Il dottor Antonello Silvestri, 58 anni, è stato assolto dall’accusa di utilizzo di una casa privata come clinica abusiva, ma condannato a 8 mesi per l’utilizzo di alcuni farmaci scaduti. La sentenza di primo grado è stata emessa dal giudice monocratico del Tribunale di Vasto, Stefania Izzi. Il difensore del medico, l’avvocato Sergio Lapenna, annuncia il ricorso in appello e auspica la completa assoluzione.
Il processo si è concluso dopo un anno. Dall’istruttoria è emerso che entrambi gli studi (Firenze e Scerni) erano in disuso da anni, come hanno dimostrato le datazioni dei moduli per i consensi informati trovati dai carabinieri de Nas nel blitz del 2014 (moduli che arrivavano, al più tardi, al 2007). Non è emerso nulla a proposito di utilizzi recenti dei due studi professionali (se non per una episodica consulenza) e neppure che i trattamenti descritti nei moduli per i consensi informati, in passato, siano stati eseguiti in tali ambienti. I Nas hanno trovato solo attrezzature comuni a ogni studio medico. Il tribunale ha dichiarato non doversi procedere per il reato ipotizzato di clinica abusiva. Anche le altre accuse, che ipotizzavano presunti rapporti di convivenza del medico con un’altra dottoressa, volti a dimostrare accuse sui redditi, sono state respinte dal tribunale per «insussistenza del fatto».
Per ciò che riguarda i farmaci scaduti la difesa ricorrerà in appello. «Il fine è dimostrare», spiega il difensore del professionista, «non solo che si trattava per lo più di creme idratanti (nessuna perizia è stata mai fatta per accertare la natura farmacologica dei contenitori, ndc) ma, soprattutto che non erano destinati alla somministrazione ai pazienti, come dimostrano lo stato di assoluto abbandono dei due studi e la scadenza remotissima dei prodotti». L’avvocato Sergio Lapenna ha definito infondata la stima di clinica milionaria lanciata dai media dell’epoca. «Si è sempre trattato di due stanzette con una scrivania e un lettino. Nessuna clinica milionaria. Fantasiosa anche l’ipotesi degli interventi di mastoplastica, rinoplastica e rifacimento di seni, impossibili da praticare in un ambiente domestico. Vista l’evoluzione della vicenda», conclude il difensore «il medico sta decidendo se inoltrare denuncia per calunnia verso i denuncianti».
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