Farmaci scaduti, inchiesta su tre reparti

La procura ipotizza un reato che prevede fino a tre anni di reclusione. Ma dopo il blitz del Nas rispuntano i letti in corsia
CHIETI. Alla procura sono bastate 48 ore. Il pm Giuseppe Falasca ha aperto l’inchiesta dopo il blitz dei carabinieri del Nas in ospedale. Sul fascicolo si legge: articolo 443, cioè commercio o somministrazione di medicinali guasti. «Chiunque detiene per il commercio, pone in commercio o somministra medicinali guasti o imperfetti è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e una multa salata», così dice il codice.
Il Nas hanno già consegnato il rapporto. Sono tre i reparti dove hanno sequestrato medicine scadute e che quindi sono finiti nel mirino del magistrato: Clinica medica, Chirurgia vascolare e Urologia. Il blitz era scattato qualche giorno fa, dopo i servizi giornalistici del Centro e di Rai 3 Abruzzo per i malati ricoverati nelle corsie di Clinica Medica e Medicina, livello 11 B del policlinico. Ma ieri mattina, quindi dopo l’ispezione dei carabinieri, i letti in corsia sono riapparsi.
Ore 12, varchiamo nuovamente l’accesso del reparto di Clinica medica. Questa volta la porta è chiusa, perché l’orario di visite permette l’accesso solo dalle 13 alle 14. Basta però approfittare dell’entrare e uscire dei sanitari per riuscire a dare un’occhiata all’interno e rendersi conto che non è cambiato nulla dall’ultima volta che abbiamo visto il reparto. Numerose barelle sono sistemate ancora lungo il corridoio, stesse scene di sofferenza a contatto con l’indifferenza del normale via vai del reparto. E d’altronde pare che in questo più che sovraffollato reparto, come nell’altro vicino di Medicina, i letti in corsia siano pane quotidiano a partire dal drastico taglio di posti letti avvenuto a partire dall’estate del 2011, quando i reparti di Medicina da quattro sono stati portati a due.
Ma se dentro c’è il caos, anche fuori dal Santissima Annunziata non si scherza davvero. La fila di macchine incolonnate per entrare nel parcheggio a pagamento ieri mattina arrivava all’entrata principale dell’ospedale, ostacolandone l’entrata e l’uscita. Il parcheggio di via Montello era pieno, così come erano esauriti i posti auto lungo la ripida bretella di collegamento, dove c’era anche qualche macchina fuori posto, con annessa multa sul parabrezza.

