Farmacie comunali, al via il protocollo anti contagi

I dipendenti obbligati a disinfettare i locali, i telefoni e le maniglie delle porte Per i clienti ingresso vietato senza mascherine: si entra al massimo due alla volta
CHIETI. Sette «regole indispensabili» contro il coronavirus: le farmacie comunali alzano il livello di guardia «per prevenire quanto più possibile il rischio di diffusione del contagio da Covid-19». In un documento lungo due pagine e firmato da Sonia Spinozzi, presidente dell’azienda municipalizzata Chieti Solidale che gestisce le tre farmacie di via Spatocco, via Casoli e piazzale Tricalle, si richiama il personale «ad adottare rigorosamente le precauzioni»: indossare mascherine e guanti, lavarsi le mani, arieggiare i locali, niente file di clienti e niente «momenti di aggregazione», misurarsi la febbre prima di andare al lavoro e non presentarsi in caso di «non perfette condizioni fisiche», disinfettare «cornetta del telefono, penna personale, tastiera del computer, piano di lavoro e maniglia della porta (da entrambi i lati)».
Il protocollo è stato adottato d’intesa con il medico Paolo Di Bartolomeo, il responsabile della sicurezza Giancarlo Morelli e la rappresentante dei lavoratori Adriana Panara.
Le regole valgono anche per i clienti: si entra al massimo due alla volta con l’obbligo di tenere coperti naso e bocca «indossando mascherine o altri sistemi di protezione». «Viene messo a disposizione degli utenti», così dice il protocollo, «un disinfettante per le mani e guanti usa e getta».
Curare l’igiene dei locali, spiega il documento, è anche compito dei dipendenti: «Tutti sono tenuti a operare personalmente, nella propria stanza e postazione di lavoro, una disinfezione almeno due volte al giorno utilizzando il disinfettante in dotazione». Dalla maniglia della porta alla cornetta del telefono: tutto deve essere pulito. Il protocollo sottolinea: «Si tratta di operazioni già poste in essere dal personale addetto alle pulizie ma che si ritiene raccomandato ripetere nel corso della giornata lavorativa».
Il 7° punto impone ai dipendenti di misurarsi la febbre prima di andare al lavoro e li invita al senso di responsabilità: «Ciascuno, prima di recarsi sul posto di lavoro, è tenuto a verificare la propria temperatura corporea e, in presenza di febbre (oltre 37,5°) o di altri sintomi influenzali, ha l’obbligo di rimare al proprio domicilio, di informare la società e di mettersi in contatto con il medico di famiglie e/o l’autorità sanitaria».
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