Farmaco con cannabis Diffidata la Regione

CHIETI. Diffida all’indirizzo della Asl Lanciano Vasto Chieti perché assicuri il farmaco a base di cannabis a Fabrizio Pellegrini. La diffida, a doppia firma di Vincenzo Di Nanna e Giuseppe...
CHIETI. Diffida all’indirizzo della Asl Lanciano Vasto Chieti perché assicuri il farmaco a base di cannabis a Fabrizio Pellegrini. La diffida, a doppia firma di Vincenzo Di Nanna e Giuseppe Rossodivita, chiede per il quarantasettenne teatino che si trova agli arresti domiciliari, la somministrazione di quegli stessi farmaci che il pianista e pittore di Chieti si era visto rifiutare nel 2010 da una lettera in cui la Asl gli aveva detto che doveva pagarseli da solo. Non avendo sufficienti possibilità economiche, era stato costretto a ripiegare sulla coltivazione casalinga della cannabis per la quale è finito in cella per quasi due mesi, fino a quando, cioè, non sono arrivati i due avvocati radicali che sono riusciti a farlo scarcerare. Alla diffida sono allegati anche pareri medici che attestano come Pellegrini non poteva curarsi con nient’altro. I due avvocati sottolineano come la stessa Asl abbia riconosciuto questa esigenza terapeutica.
Nella lettera del 2010 la Asl scrive, però, che “non è nelle intenzioni di questa Azienda assumere l’onere economico del farmaco richiesto”. Una decisione che, scrivono Di Nanna e Rossodivita nella diffida, “considerato lo stato d’assoluta indigenza del paziente, viola l’articolo 32 della Costituzione – quello che tutela il diritto alla salute – ed ha arrecato sicuri e gravi danni alla salute dello stesso”. I due legali concludono chiedendo che Pellegrini “riceva la cura in oggetto, immediatamente e a titolo gratuito” e avvertono l’Azienda sanitaria locale che, se non dovesse fare quanto da loro richiesto, “si vedranno costretti ad adire al tribunale per domandare il risarcimento di ogni danno, fisico e morale, sofferto a causa dell’omessa somministrazione dell’unica terapia riconosciuta realmente efficace”. La diffida è stata inviata al ministero della Salute.
Intanto proseguono le richieste alla Regione di applicare la legge, approvata nel 2014 per iniziativa di Maurizio Acerbo, per la cannabis terapeutica. (a.i.)

