Fatture gonfiate, condannati in quattro

8 Marzo 2016

Col codice a barre hanno falsato le bolle e sottratto merce dal magazzino per 200mila euro. Il complice poi la rivendeva

VASTO. Grazie ad un codice a barre riuscivano a modificare le fatture della merce dal magazzino dell’azienda in cui lavoravano e a sottrarre materiale che poi consegnavano ad un amico che provvedeva a rivenderlo. Il gioco delle fatture falsate ha provocato alla Ecoterm di Vasto un ammanco di 200mila euro. Ieri Il giudice monocratico del tribunale, Michelina Iannetta, ha condannato tre ex magazzinieri della Ecoterm a due anni di reclusione e 700 euro di multa per appropriazione indebita.

Il complice che rivedeva la merce è stato condannato sempre a due anni, ma per ricettazione. I quattro dovranno anche risarcire la Ecoterm che, attraverso l’avvocato Luigi Moretta, si è costituita parte civile. Il risarcimento sarà stabilito in separata sede.

La vicenda risale al 2010. M.D.P., N.M. e A.G. (per tutelare i figli minori abbiamo scelto di pubblicare solo le iniziali) lavoravano come magazzinieri per la Ecoterm di via Incoronata a Vasto, azienda leader da più di 20 anni di impianti idraulici e termoidraulici. Con il cosiddetto metodo del “codice a barra” riuscivano a falsare le fatture caricando solo in parte gli articoli. Gli altri li prendevano loro. G.T., poi, li aiutava a rivendere la merce a prezzi vantaggiosi.

Il “gioco” è andato avanti fino quando G.T., ritenendo che i tre magazzinieri non fossero stati ai patti, si è lamentato con un’altra persona. Questi ne ha parlato al titolare della Ecoterm e i colloqui fra i quattro sono stati registrati. Denunciati dal titolare dell’azienda, gli imputati sono stati inchiodati proprio da quelle registrazioni. Le indagini hanno rivelato un ammanco di 200mila euro. I quattro sono stati rinviati a giudizio. La Ecoterm ha affidato la propria tutela all’avvocato Luigi Moretta e ha deciso di costituirsi parte civile contro i quattro.

La vicenda giudiziaria è andata avanti per sei anni. Ieri mattina gli imputati sono comparsi davanti al giudice monocratico Michelina Iannetta per l’ultima volta. Il pm Iaia Marino, al termine della requisitoria, ha chiesto la condanna a sei mesi per i tre ex magazzinieri e nove mesi per il complice, accusato di ricettazione. Il giudice ha accolto, invece, la richiesta della parte civile e deciso per pene più aspre per i quattro.

«Le condanne risarciscono in qualche modo il mio assistito che comunque ha subito un danno gravissimo. Senza contare che lui si fidava dei suoi dipendenti e, quindi, scoprire quello che accadeva nell’azienda lo ha amareggiato tantissimo», è stato il commento a caldo dell’avvocato Moretta. Presto la magistratura stabilirà anche l’ammontare del risarcimento.

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