FdI, flash mob con striscioni per tutelare i tribunali minori

LANCIANO. «No alla chiusura dei tribunali di Lanciano, Vasto, Avezzano e Sulmona. Sì alla giustizia di prossimità»: sono gli striscioni apparsi ieri dinanzi ai 4 tribunali abruzzesi, e in particolare...
LANCIANO. «No alla chiusura dei tribunali di Lanciano, Vasto, Avezzano e Sulmona. Sì alla giustizia di prossimità»: sono gli striscioni apparsi ieri dinanzi ai 4 tribunali abruzzesi, e in particolare in quello di Lanciano a rischio di chiudere definitivamente i battenti il 14 settembre 2022, tenuti dagli esponenti cittadini e dei comuni limitrofi di Fratelli d’Italia. Il partito della Meloni ha infatti organizzato davanti ai quattro tribunali dei flash mob per chiedere al Governo di salvare i tribunali e le rispettive procure.
«Andiamo avanti nell’opera di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sul tema ma soprattutto della politica nazionale», spiega Luigi Comini, avvocato del foro frentano e responsabile regionale del dipartimento giustizia di Fratelli d’Italia, «e a livello nazionale ci siamo mossi con l’onorevole Andrea Del Mastro, responsabile nazionale giustizia di Fratelli d’Italia. Del Mastro il 27 maggio scorso ha depositato in commissione Giustizia della Camera due emendamenti al disegno di legge 2.681 inerente la riforma dell’ordinamento giudiziario. Il primo è sulla richiesta di proroga al 2024 della chiusura fissata al 14 settembre 2022, il secondo invece propone, in attesa di una più ampia riforma della geografia giudiziaria, di mantenere in vita i tribunali soppressi con l’accollo delle relative spese a carico delle Regioni. E in Abruzzo il consiglio regionale nel settembre 2020 ha approvato all’unanimità, e depositata in Parlamento, una proposta di legge che sostiene i costi dei tribunali di Lanciano, Vasto, Avezzano e Sulmona con un milione di euro. Lanciano potrebbe continuare la sua attività, come gli altri tre presidi, senza la spada di Damocle della chiusura».
«Bisogna mantenere alta l’attenzione», aggiunge Paolo Bomba, consigliere comunale di Fdi, «il tribunale è un presidio di legalità, di sicurezza per un territorio che comprende 41 comuni e non può essere ulteriormente penalizzato». A preoccupare sono le ricadute negative sulla sicurezza, ma anche sul fronte sociale ed economico. Si lascerebbe sguarnito un territorio da Pescara a Foggia, e una città dove c’è un carcere di massima sicurezza, un’area come quella della Val Di Sangro che produce il 40% della ricchezza della Regione. Senza tribunale e Procure si ridimensionerebbero anche le forze di polizia, carabinieri e guardia di finanza. Ci sarebbero ripercussioni negative sul tessuto economico: anche negozi e uffici legati al presidio chiuderebbero, i costi della giustizia triplicherebbero per i cittadini e si rischierebbe la paralisi dei procedimenti che si accumulerebbero a Chieti e L’Aquila. (t.d.r.)
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