Febbo: «20 milioni alla Asl per assumere e investire»

14 Dicembre 2019

L’assessore difende il Piano strategico di Schael dopo la bocciatura dei sindaci «Lavoriamo per recuperare il debito di 33 milioni di euro ricevuto in eredità»

CHIETI. «Lavoriamo per recuperare il debito lasciatoci in eredità». Agli attacchi sui tagli della Asl risponde l’assessore regionale Mauro Febbo che difende le scelte fatte dal nuovo direttore Asl Thomas Schael nel Piano strategico bocciato da molti sindaci del territorio. «Nel documento», svela Febbo, «sono previsti ben 5 milioni di euro per l’assunzione di nuove figure professionali e 15 milioni di investimenti per infrastrutture moderne e dotate di un avanzato parco tecnologico».
L’assessore regionale di Forza Italia difende anche la contestata scelta di tagliare 20 medici del 118, dislocati soprattutto nelle zone interne: «Riguardo alla riqualificazione della rete dell’Emergenza e del 118, non si tratta di sguarnire le singole postazioni ma di fare in modo che vi sia una organizzazione moderna e funzionale in modo tale che ogni richiesta di assistenza sia assicurata dal personale necessario per quel tipo di intervento, recuperando così medici e infermieri da destinare ai Pronto soccorso dei presidi ospedalieri dove ora per una prestazione bisogna aspettare anche 8 ore».
E poi dalla difesa, l’assessore passa all’attacco: «Purtroppo partiamo da un deficit fortemente negativo a fine 2018, di ben 33 milioni di euro, e una mobilità passiva di 87 milioni di euro, entrambi frutto di un piano strategico scritto della precedente direzione generale e dall’ex assessore Silvio Paolucci che, guarda caso, era stato approvato con il silenzio assenso dei due sindaci di Vasto e Lanciano che oggi votano contro questo piano che invece punta al risanamento e al miglioramento dell’assistenza». Per Febbo, dunque, la posizione del sindaco di Lanciano Mario Pupillo (Pd) e di quello di Vasto Francesco Menna (Pd), che nel comitato ristretto dei sindaci hanno votato contro il Piano strategico, è frutto di «uno strumentale atteggiamento politico, di becera resistenza al cambiamento che invece è necessario e non rinviabile al fine di alzare il livello delle prestazioni all’interno della Asl attraverso la reingegnerizazzione dei processi e l’utilizzo di moderne tecnologie. La strategia innestata con il piano», conclude l’assessore regionale, «è solo la prima fase di un processo molto più ampio che il governo regionale sta portando avanti in un difficile confronto con il tavolo di monitoraggio e soprattutto in considerazione della macelleria sociale avuta in eredità dal governo D’Alfonso-Paolucci».
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