Febbo contro la Di Pietro: vado alla Asl con i carabinieri

CHIETI. «Lunedì mattina alle 10.30 mi presenterò al SS. Annunziata con i carabinieri. Se la direzione Asl continuerà a negarmi i documenti che ho chiesto sulla nomina di Sabrina Di Pietro non esiterò...
CHIETI. «Lunedì mattina alle 10.30 mi presenterò al SS. Annunziata con i carabinieri. Se la direzione Asl continuerà a negarmi i documenti che ho chiesto sulla nomina di Sabrina Di Pietro non esiterò a rivolgermi alla forza pubblica». Il consigliere regionale Mauro Febbo torna all’attacco sulla nomina della Di Pietro a nuovo direttore amministrativo della Asl, a cui tocca il compito di dare l’ok al project financing Maltauro. Dallo scorso primo aprile Febbo, che è anche presidente della commissione di vigilanza della Regione, sostiene che l’incarico dato alla Di Pietro è illegittimo, perché la professionista non avrebbe i titoli necessari per ricoprirlo. Forte della sua tesi, il 19 aprile il consigliere presenta una interrogazione in Consiglio regionale in cui sostiene che la Di Pietro non ha mai svolto, come richiesto dalla legge, una “qualificata attività di direzione tecnica o amministrativa in enti o strutture sanitarie pubbliche o private di media o grande dimensione”, perché la struttura diretta dalla Di Pietro, l’ex Onpi, non avendo l’accreditamento non è una “struttura sanitaria”. «La questione relativa all’ex Onpi è facilmente controllabile con una semplice telefonata, oppure cliccando sul sito della Regione», dice Febbo che, poiché non ottiene risposte, fa anche un esposto in Procura e alla Corte dei conti. A fronte della richiesta di chiarimenti, il direttore generale Asl Pasquale Flacco risponde sui giornali che sarebbe tutto a posto e che c’è anche un parere legale sulla regolarità della nomina. Allora Febbo chiede di poter visionare il parere legale, ma Flacco risponde che non ha titoli per fare questa richiesta. Ignorato il proprio ruolo di consigliere regionale e ancora di più di presidente della commissione di vigilanza, Febbo decide di passare alle maniere forti, fissa data e ora e minaccia di portare con sé i carabinieri. Nel frattempo viene anche a sapere che il parere legale non è stato rilasciato dagli uffici legali di Asl e Regione ma da un avvocato esterno su richiesta della stessa Di Pietro. Insomma, una sorta di “autocertificazione”. (a.i.)

