Febbo: la delibera non era prevista

«Non ero presente alla riunione di giunta di lunedì perché impegnato in un convegno con il Cresa». Mette subito le mani avanti l’assessore regionale Mauro Febbo (foto), noto per le sue battaglie per...
«Non ero presente alla riunione di giunta di lunedì perché impegnato in un convegno con il Cresa». Mette subito le mani avanti l’assessore regionale Mauro Febbo (foto), noto per le sue battaglie per la salvaguardia del Ciapi. Proprio nella giunta in cui lui era assente è spuntata una delibera “fuori sacco”, e quindi non annunciata, né concertata, che decreta la chiusura del centro di formazione di Chieti Scalo da anni agonizzante. «È stato uno sgarbo istituzionale non parlarne con me», dice Febbo, «ho chiamato il presidente Marco Marsilio e siamo già d’accordo per aprire insieme una riflessione. Certo è che chi ha avviato questo progetto è stata la precedente amministrazione di Luciano D’Alfonso, che ha revocato l’accreditamento al Ciapi e gli ha negato la personalità giuridica: due atti che ne hanno segnato il destino. A questo punto il problema è molto complesso, ho già avvisato i miei legali di fiducia per studiare meglio lo scenario». Dal punto di vista burocratico il progetto di legge sull’estinzione della Fondazione Ciapi ora deve passare al voto del consiglio regionale. Febbo ha intenzione di aprire una riflessione con Marsilio e la giunta prima che il progetto approdi in aula. Mentre per l’associazione Ciapi a decidere sarà l’assemblea dei soci (Regione e Province di Chieti e di Pescara) e dunque, anche su questo versante, ci sono ancora passaggi burocratici da compiere.

