Febbo: «La Finanza torni al Consorzio di bonifica»

30 Marzo 2016

L’ex assessore regionale chiede chiarezza su 21 assunzioni per 100mila euro I consiglieri di Vasto 2016 impegnano il sindaco sugli aumenti dei canoni idrici

VASTO. Aumento dei canoni idrici. I consiglieri comunali dell’intergruppo “Vasto 2016” si schierano con gli agricoltori. Il gruppo ha presentato in consiglio comunale una delibera in cui si chiede al sindaco Luciano Lapenna di intervenire per ridurre i balzelli a carico degli operatori agricoli. Il consigliere regionale Mauro Febbo fa di più: chiede un nuovo intervento della guardia di finanza per accertare se effettivamente, nonostante la drammatica situazione economica e gli stipendi arretrati ancora da dare ai dipendenti, siano previste 21 nuove assunzioni.

«Gli aumenti che secondo l’ex commissario Giampiero Leombroni si sarebbero resi necessari a causa della “preoccupante situazione economica dell’ente” sono spropositati», dice la delibera presentata da Andrea Bischia, Davide D’Alessandro, Nicola Del Prete, Massimo Desiati ed Etelwardo Sigismondi, «rappresentano un autentico salasso a danno dei coltivatori, costretti a pagare un ingiusto balzello a fronte di servizi carenti e spesso nemmeno erogati. La decisione non è stata mai oggetto di confronto e di concertazione con le associazioni di categoria. È inaccettabile far pagare agli agricoltori i debiti derivanti dalla cattiva gestione. Il sindaco di Vasto deve attivarsi presso gli organi competenti per chiedere la revoca della delibera commissariale», sostiene l’opposizione.

Febbo chiede l’indizione immediata delle elezioni consortili «al fine di ridare il Consorzio di Bonifica sud ai legittimi proprietari», gli agricoltori, e il ritorno della guardia di finanza. «È necessario verificare legittimità e copertura economica delle delibere assunte negli ultimi tre mesi», spiega. Il presidente della commissione vigilanza è preoccupato dopo aver appreso che l’attuale commissario, Rodolfo Mastrangelo, non intende dare seguito alla risoluzione approvata unanimemente in commissione agricoltura dove si chiede di abrogare l’aumento dei canoni idrici del 57%. «Il Consorzio sembra sia diventato improvvisamente un ente florido», aggiunge poi, «tanto da permettersi ben 21 nuove assunzioni tra operai, consulenti, periti e impiegati con una spesa che supera, fino ad oggi, abbondantemente i 100mila euro. A tutto questo si aggiunge la poca trasparenza nei lavori per la realizzazione delle quattro centraline idroelettriche sul Sangro e sul Trigno e un finanziamento da parte dell’ex Agensud ad oggi bloccato. Perché, visto che la loro realizzazione e funzione avrebbero portato all’ente entrate pari a 2 milioni di euro e quindi al risanamento definitivo del Consorzio? Mi attiverò per capire le logiche di alcune scellerate scelte». (p.c.)

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