Febbo lancia la sfida a Ferrara: «Presto mi riprendo la mia città»

9 Maggio 2023

Il consigliere regionale di Forza Italia boccia il centrosinistra ed è già pronto per candidarsi a sindaco Contestati anche i tempi lunghi dei lavori a piazza San Giustino: «Amministrazione sciatta e incapace» 

CHIETI. «Presto mi riprendo la mia città». Parola del capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale Mauro Febbo che, pungolato dal deputato Pd pescarese Luciano D'Alfonso, mette le carte in tavola e fa capire di avere tutta l’intenzione di candidarsi a sindaco per il dopo Ferrara. Siamo a metà consiliatura ed è certamente presto per le candidature, ma Febbo come sempre non si nasconde dietro a un dito. In replica a D’Alfonso, che lo ha incalzato sulle condizioni economiche del Comune, il consigliere regionale non le manda a dire. E non lo fa neanche nel corso della conferenza stampa di ieri sui lavori di piazza San Giustino, in cui attacca a spada tratta la maggioranza, accusata di «sciatteria, impreparazione e menefreghismo».
“MI RIPRENDO LA CITTà”
«Per quanto riguarda la mia città», dice Febbo in replica a D'Alfonso, «sono nuovamente pronto a misurarmi e soprattutto a guidare la città con idee e progetti per darle dignità, orgoglio e puntare a una rinascita dopo esser stata depauperata anche (e tanto) nei suoi 54 mesi di governo regionale». E dunque Febbo torna in campo sulla scena teatina, anche se, prima delle elezioni comunali, c’è l’appuntamento con le elezioni regionali, che certo il consigliere non vorrà farsi scappare.
PIAZZA SAN GIUSTINO
In piazza Febbo si è presentato ieri mattina con i consiglieri comunali Maurizio Costa (Forza Chieti) e Damiano Zappone (Forza Italia), l’ex consigliere di Fi ora dirigente comunale, Emiliano Vitale, e l’ex imprenditore ed esperto di lavori pubblici, Roberto Desiderio. A pochi giorni dalla festa patronale, che vede anche quest'anno la piazza non ancora terminata, nonostante gli annunci dell’amministrazione comunale, Febbo ha sparato a zero sui «ritardi nell’esecuzione dei lavori» e «sulla mancanza di controllo con cui vengono portati a termine». Il consigliere aveva annunciato una serie di prese di posizione sulla città e ha deciso di iniziare dalla piazza principale, «opera-simbolo per Chieti che dimostra quanto male stia governando questa amministrazione comunale. Se fossi stato io il sindaco per prima cosa mi sarei imposto sulla volontà della Sovrintendenza di ricoprire i reperti romani. E poi la piazza è spoglia, sono venuti meno quegli arredi previsti dal progetto che avrebbero reso il senso di una piazza. Ci sono inoltre degli errori di realizzazione che, se fossero stati segnalati prima potevano essere corretti. Adesso invece sono irrimediabili, a testimonianza che nessuno si è interessato di controllare il cantiere. Menefreghismo puro».
TANTI ERRORI
Il neo-dirigente comunale Vitale ricorda come il progetto, finanziato dal precedente governo comunale, sia stato cambiato con ben due varianti da questa amministrazione. Tante le critiche avanzante, «ma la problematica più seria», dice Vitale, «emergerà quando alla prima precipitazione importante si formeranno pozze e allagamenti». Tra le altre criticità di ordine tecnico segnalate ci sono l’assenza di aree verdi, la pavimentazione che riflette il sole producendo l’aumento della temperatura sulla piazza stessa, la rimozione dei due lampioni e la mancata predisposizione dei sottoservizi per eventuali manifestazioni. Sono stati anche evidenziati problemi che riguardano la pavimentazione per quanto concerne fughe e raccordi, l’assenza di una cassetta per i servizi tecnologici, l’impermeabilizzazione laterale che sembra inesistente, tombini “quagliati” nella strada, mancanza di sifone e anche una ridotta dimensione delle scale.
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