Febbo: più debiti con i commissari
Consorzio di bonifica, conti più cari di un milione. Aumentate anche le consulenze
VASTO. La “cura” indicata dal governatore Luciano D’Alfonso per risanare il Consorzio di bonifica non ha funzionato a parere del consigliere regionale Mauro Febbo (Fi). «Nonostante ben tre commissari (Annibali, Leombroni e Mastrangelo) il quarto commissario in arrivo troverà un ente in totale dissesto. Il debito è aumentato mentre si continua a fare incetta di assunzioni e consulenze», accusa il presidente della commissione vigilanza. Febbo afferma che il collegio dei revisori nella propria relazione ha indicato le cause che hanno determinato l’aumento del disavanzo di 8.899.284 euro. «Una delle cause è l’eccessivo costo del personale rispetto alle entrate proprie dell’ente. Poi c’è l’assenza di entrate derivanti da spese generali per lavori, l’assenza di risorse provenienti dalla Regione e da altri enti e l’eccesso di contenzioso che, tra l’altro, troppo spesso vede soccombente il Consorzio. Gli stessi membri del collegio dichiarano, numeri alla mano, che l’esperienza commissariale ha aumentano i debiti di 1.065.439 euro», rimarca Febbo. «Più scandalose sono le assunzioni fatte e le consulenze elargite nonostante la grave situazione finanziaria e con il silenzio assenso delle organizzazioni sindacali», aggiunge il consigliere di Fi, «sembra che il Consorzio, pur avendo a disposizione nel proprio organico ben sei geometri e due ingegneri-pensionati, con assegni pagati dallo stesso ente, a luglio ha assunto altri tre impiegati tra cui un geometra e un ingegnere». Il commissario ha un compenso mensile di 2.100 euro.
Sempre a luglio si è proceduto ad affidare l’incarico di ingegnere sostituto responsabile dell’esercizio e della sicurezza dell’impianto della diga di Chiauci a Tommaso Valerio, direttore del Consorzio di bonifica centro di Chieti, finito agli arresti domiciliari nell’inchiesta “Panta rei”», annota il consigliere regionale invocando la costituzione della deputazione amministrativa e del consiglio dei delegati, in modo da dare all’ente organi che abbiano pieno potere decisionale, «spero che questa mia richiesta sia condivisa anche dalle organizzazioni sindacali». (p.c.)
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