Febbo: un successo E ora mi telefonano anche da Roma

24 Settembre 2020

Parla l’assessore che ha lanciato Di Iorio: tra 48 ore vedremo Attacco a Di Primio: ha regalato alla città 14,5 milioni di debiti

CHIETI. «Io sono un uomo felice, mi godo il nostro successo e ricevo telefonate a raffica, da Roma, L’Aquila, Pescara e anche da Chieti e dal circondario. Tutto questo mi inorgoglisce. C’è qualcun altro, invece, che adesso rumina». Mauro Febbo, assessore regionale autosospeso da Forza Italia, è uno degli artefici della candidatura a sindaco di Bruno Di Iorio, finito terzo con il 20,34%: l’altro regista è il renziano Alessandro Marzoli. «Abbiamo fatto l’impossibile», dice Febbo. Il ballottaggio con Fabrizio Di Stefano è stato mancato per appena 335 voti: «Sapevo che sarebbe stato difficile arrivare al ballottaggio e che c’era anche il rischio di arrivare quarti. Ma se si fossero candidati Francesco Ricci, Marco Marino e Gabriele Salvatore al ballottaggio ci saremmo andati noi. Io sono sempre trasparente e dico quello che penso: avevo detto a tutti che ci sarebbero serviti 6.500 voti. La matematica non è un’opinione e io faccio campagne elettorali dal 1978 quando mi candidai per la prima volta a Guardiagrele con il Msi per riempire la lista. Adesso», dice Febbo, «ci prendiamo 48 ore di riflessione: prima ci incontreremo io, Marzoli e Di Iorio e, poi, mi vedrò con i candidati di Forza Chieti e decideremo cosa fare». Mancano 11 giorni al ballottaggio e, fa capire Febbo, non ci sono porte che non si possono aprire.
Poi, Febbo parla del prestito da 14,5 milioni che la giunta di Umberto Di Primio ha approvato con una delibera due giorni prima delle elezioni: il Comune dovrà restituire i soldi alla Cassa Depositi e Prestiti in 28 anni. Secondo Di Primio, è un «regalo» alla città per aiutare «imprese e famiglie». Non è così per Febbo: «Il sindaco difende l’indifendibile», dice l’assessore regionale alle attività produttive, «uno che fa 15 milioni di debiti per pagare altri debiti del passato non fa certo un regalo alla città, ma l’ha inguaiata fino al 2049. La verità è che Di Primio ci ha regalato 15 milioni di debiti. E questo lo dico orgogliosamente da ragioniere che, il prossimo 1° ottobre, festeggerà 40 anni di professione. Dire che quello non è un debito significa prendere in giro i teatini: con quel prestito Di Primio non ha liberato risorse per la città, come dice lui, ma ha saldato altri 8 milioni di debiti precedenti e ha contratto un nuovo debito di 6 milioni. Insomma, sempre debiti sono: è fuori discussione. E poi», dice Febbo, «se fosse un regalo così importante per la nostra città perché il sindaco non ha approvato prima la delibera e non l’ha presentata ai quattro venti in una conferenza stampa? Ma io sono sicuro», conclude l’assessore, «che ci saranno anche altri debiti grazie a questa amministrazione: vedremo se il prossimo sindaco non sarà costretto a portare in consiglio comunale, come debiti fuori bilancio, tutti i lavori fatti in questi giorni. Il Comune non ha i soldi per aggiustare i lampioni, ce n’è uno rotto in via Arniense da mesi e mesi, e ora si asfalta mezza città. Vedremo, vedremo».