Febbre del Nilo, secondo caso nel Vastese

13 Settembre 2024

Il virus scoperto dal reparto di Malattie infettive del San Pio su un 75enne: abita in una casa circondata dalla vegetazione

VASTO. Nuovo caso di West Nile nel Vastese. La seconda infezione su un uomo è stata diagnosticata dall'equipe del reparto di Malattie infettive dell'ospedale San Pio da Pietrelcina di Vasto diretto dalla dottoressa Maria Pina Sciotti. Il paziente, un uomo di 75 anni residente alla periferia di Vasto, in una casa circondata dalla vegetazione, dopo diversi giorni di febbre alta, ieri ha ripreso a mangiare e sta meglio. La paura per i familiari è stata tanta. Grazie alla diagnosi tempestiva e alle cure appropriate l'uomo è salvo. L'anziano sei giorni fa è arrivato al pronto soccorso con la febbre molto alta, stato confusionale, rigidità della nuca. Stava malissimo. Diagnosticata la meningite, il paziente è stato sottoposto ad accurati esami. Il prelievo del liquor limpido ha rivelato la natura della infezione. A provocare la meningite era stato il virus West Nile.
La dottoressa Sciotti ha subito impartito le direttive al suo staff e l'equipe di medici e infermieri del reparto hanno adottato immediatamente le cure appropriate. Grazie a quelle cure il paziente dopo tre giorni di febbre, ha superato la fase critica della patologia e sta meglio.
Il suo è il secondo caso umano di infezione da virus West Nile nel comprensorio. La prima diagnosi era stata fatta a fine agosto dal Laboratorio di riferimento regionale per le arbovirosi dell’Istituto Zooprofilattico dell’Abruzzo e del Molise (Izsam) su una paziente di San Salvo. La donna era stato trasferito a Pescara. Il sistema di sorveglianza regionale delle Arbovirosi (malattie virali trasmesse da zanzare) adottato anche dal San Pio, ha consentito anche questa volta di rilevare tempestivamente le positività e di far attivare subito le misure previste.
Al fine di ridurre il rischio di esposizione dei cittadini al virus West Nile, e quindi a potenziali rischi per la loro salute, l'equipe della dottoressa Sciotti ribadisce che la febbre West Nile non si trasmette da persona a persona tramite contatto con chi è infetto, ma viene trasmessa da una zanzara a esseri umani e animali. Il primario torna a raccomandare, come già fatto dai sindaci del territorio, l'adozione di misure di prevenzione soprattutto per chi vive in campagna o comunque circondato dal verde. Vanno utilizzati repellenti antizanzare per proteggersi dalla puntura di zanzara, vaporizzatori o erogatori elettrici di insetticidi in ambienti chiusi e/o zanzariere alle finestre. Bisogna proteggersi in aree sensibili come balconi, cortili, giardini, cimiteri e orti per prevenire il ristagno di acqua e la proliferazione e circolazione delle zanzare. In caso di febbre molto alta e sospetta meningite è bene rivolgersi ai medici del pronto soccorso del San Pio. (p.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.