Febo: «Ritirai quell’atto solo per due tramezzi»

29 Agosto 2015

Studentato, il consigliere Pd replica sul caso del documento firmato per conto del gestore Campus X. Il deputato di Fi Di Stefano gli chiede di fare chiarezza

CHIETI. L’ex candidato sindaco del Pd Luigi Febo ha inviato una lettera al Centro perché intende replicare alla notizia pubblicata ieri sul Centro sullo Studentato e sul documento da lui ritirato in Comune per conto della Camus X, la società che gestisce lo casa dello studente del Villaggio Mediterraneo e che ha sfrattato gli studenti perché dopo una doppia diffida di Regione e Comune ad adeguarsi alla legge non si è adeguata alle prescrizioni dell’ente. Pubblichiamo integralmente la lettera di Febo «Leggo la locandina, poi il titolo, poi l'articolo: la mia firma che spunta, il ritrovamento di un documento… direi che più che di fantapolitica dovremmo parlare di fantagiornalismo.

I fatti ai quali la redazione di Chieti ha dedicato un'intera prima pagina è che, nel 2013, una ditta privata (la Camus X ndr) ha incaricato un tecnico per definire delle pratiche.

La pratica? Lo spostamento di due tramezzi. Prima di procedere alla Scia (segnalazione inizio attività) ho fatto richiedere alla società, come si deve, la destinazione d'uso dell'immobile. Ed io ho ritirato il documento. Tutto qua.

Oltre alla mia firma "spuntata" il resto della pagina è dedicata ad illazioni, supposizioni, disquisizioni, eventuali conflitti di interessi. Può un consigliere comunale accettare un incarico professionale?

Il giornalista fa addirittura riferimento ad un'inchiesta vera e propria da parte del giornale tralasciando di dire le ipotesi di reato. Non solo.

Fa riferimento alle Commissioni urbanistica della quale sono componente e di quella dei lavori pubblici della quale sono vicepresidente (quella edilizia non esiste!) e si tralascia di dire il loro ruolo è solo consultivo e che in ogni caso Non e' mai arrivata nessuna richiesta di parere in merito.

Il corpo del reato però c'è: la mia firma sul ritiro dei documenti. Allora, senza far sprecare tempo ai cronisti confesso:

Si, ho avuto ed espletato un incarico professionale dalla ditta.

Allego anche la documentazione lasciando così il tempo ai redattori di occuparsi della cronaca reale della nostra città.

Se tutto questo fosse scritto su un blog personale del giornalista lo capirei ma stona davvero su un quotidiano di cronaca qual è il Centro.

Stamattina (e non ieri come, penso, in un'inchiesta giornalistica si dovrebbe fare) mi ha telefonato un collaboratore per chiedermi se voglio replicare. Replicare a insinuazioni e illazioni…Bene. La mia replica è questa lettera (con la documentazione che allego). Grazie. Luigi Febo».

«Già dalla nascita di questa struttura noi denunciammo molti aspetti discutibili: una Legge Regionale ad hoc, voluta dall'allora Governo Del Turco, che non solo dava enormi premi urbanistici agli imprenditori a capo dell'iniziativa ma, nelle sue intenzioni, avrebbe dovuto obbligare Asl, Ater ed Università ad acquistare tutte le strutture che sarebbero rimaste sul territorio dopo l'evento sportivo». Sul caso studentato interviene ancheil deputato di Fi Fabrizio Di Stefano. Che nel muovere perplessità sulla posizione di Febo gli chiede di fare chiarezza su vari punti e di rispondere alla domanda fatta su queste colonne: se fosse diventato sindaco al posto di Di Primio avrebbe potuto diffidare la Campus X e far sloggiare gli studenti?».(k.g.)