Febo spara a zero contro il Comune ormai sul baratro

29 Novembre 2015

CHIETI. «Capisco che il dissesto potrebbe troncare la carriera politica di qualche amministratore ma continuare su questa linea porterà la città e le famiglie a pagare un prezzo altissimo». Parere...

CHIETI. «Capisco che il dissesto potrebbe troncare la carriera politica di qualche amministratore ma continuare su questa linea porterà la città e le famiglie a pagare un prezzo altissimo». Parere negativo, l’ennesimo, espresso dal nuovo collegio dei revisori dei conti sulla delibera di assestamento di bilancio 2015 che domani, in tutta fretta, passerà all’attenzione del consiglio comunale, Luigi Febo, consigliere del Pd, lancia strali sulla giunta Di Primio. «Tutte le criticità di bilancio evidenziate in occasione del previsionale 2015 sono state riconfermate dal collegio dei revisori, ricordo estratto a sorte in Prefettura pescando dai nominativi presenti negli elenchi del Ministero dell’Interno. La principale preoccupazione del collegio - sottolinea Febo - è in particolare rivolta alle conseguenze negative che potrebbero riversarsi sul Documento unico di programmazione (Dup) relativo al prossimo triennio la cui scadenza, per il 2015, è stata guarda caso posticipata dall’ente al 31 dicembre. Peraltro i timori sono stati espressi anche dal dirigente degli affari finanziari del Comune nel parere tecnico-contabile allegato alla delibera». Di conseguenza la situazione finanziaria di palazzo d’Achille, secondo Febo, è sempre più vicina al baratro anche per quanto riguarda le spese ordinarie. «Il caos è totale ed i dipendenti comunali sono i primi testimoni dell’ormai sclerotizzata gestione della spesa. Mancano le risorse anche per l’acquisto di cose minime, le manutenzioni ordinarie sono praticamente inesistenti e non ci sono i soldi neppure per comprare carta e toner per stampanti senza dimenticare che alcuni mezzi comunali sono fermi e nessuno vuole ripararli perché il Comune non paga più i fornitori. Non a caso i pignoramenti incalzano, diversi debiti di cui si conosce l’esistenza attendono di essere portati a riconoscimento e il contenzioso è diventato un’incognita fuori controllo». (j.o.)