Federcaccia in Procura contro la Regione

Il presidente Morelli: bloccata l’abilitazione all’esercizio venatorio in provincia di Chieti
CHIETI. Abilitazione all’esercizio venatorio bloccata in provincia di Chieti a causa di una modifica voluta dalla Regione nella composizione della commissione. È l’accusa di diverse associazioni venatorie, tanto che una di loro, Enalcaccia, ha fatto ricorso al Tar contro la modifica. Nel maggio scorso il tribunale si è espresso sospendendo l’efficacia della delibera di giunta regionale del febbraio scorso, che modificava la composizione della commissione inserendo una persona in più del necessario. A questo punto si è mossa anche Federcaccia, che rappresenta circa 1.100 cacciatori sui circa 2.200 presenti in provincia. Il presidente regionale Ermano Conocchioli Morelli ha scritto all’assessore regionale alle politiche per lo sviluppo rurale Dino Pepe chiedendo di ripristinare immediatamente il funzionamento dell’organo, presieduto da Domenico Capuzzi, nella sua composizione originaria. A giugno scorso, però, arriva una nuova delibera di giunta regionale che agli occhi di Federcaccia non solo aggira quanto ordinato dal Tar, ma blocca il funzionamento della commissione teatina e prevede che gli esami all’abilitazione vengano fatti dalla commissione di Pescara. Per Federcaccia si tratta della paralisi di ogni attività. «La Regione», dice il presidente Conocchioli Morelli, «ha disposto la paralisi di ogni attività della commissione già legittimamente costituita in provincia di Chieti e la sua sostituzione con quella della provincia di Pescara, con chiari disagi per i cacciatori del chietino». Una scelta che per Federcaccia è «illegittima» e animata da «spirito ritorsivo». Continua infatti il presidente regionale: «Far intervenire la commissione di Pescara è del tutto illegittimo e costituisce un inutile spreco di finanze pubbliche in termini di maggiori rimborsi di spesa. Ca la delibera regionale possa avere spirito ritorsivo appare emergere anche dall’ulteriore contenuto della delibera in questione che pur si pone in deciso contrasto con la normativa vigente». Federcaccia chiede dunque alla Regione «di revocare immediatamente la delibera e di consentire alla commissione di svolgere l’importante servizio pubblico previsto per legge». La richiesta va di pari passo con una denuncia in Procura e alla Corte dei Conti. (a.i.)

