Ferie lunghe anche nell’indotto automotive

Grassi e La Rana (AssoVasto): alcune aziende ne approfitteranno per lavori interni e ristrutturazioni
VASTO. Ferie più lunghe per molti dipendenti delle aziende del territorio. In tante fabbriche continueranno a lavorare solo alcuni reparti . Si tratta di settori nevralgici o impianti con cicli produttivi impossibili da interrompere. Tutta colpa della crisi dell'automotive aggravata dalla carenza di materie prime. «Si tratta», spiegano Alessandro Grassi e Giuseppe La Rana, rispettivamente presidente e direttore dell'AssoVasto, «di una sospensione delle attività più lunga rispetto ai pochi giorni di riposo previsti abitualmente in questi periodo dell'anno. La lunga pausa è dettata quest’anno da alcune precise esigenze. Occorre garantire il diritto alle ferie anche al personale collocato in cassa integrazione. Molti di loro hanno accumulato ferie nei periodi precedenti. La difficoltà nel reperimento dei materiali unita al periodo che non è storicamente generoso di ordinativi, producono ulteriori rallentamenti della operatività. Saranno settimane in cui alcune aziende approfitteranno per eseguire lavori interni e procedere a ristrutturazioni per ripartire poi con maggiore slancio. Una condizione necessaria per essere davvero competitivi».
Dall'inizio del mese, molte aziende hanno invitato i dipendenti a smaltire le ferie accumulate durante la cassa integrazione. La festività dell'Immacolata Concezione è stata il primo ponte. Dal 18 dicembre, saranno centinaia i lavoratori in ferie fino a fine anno. L'industria è in sofferenza e non si intravede al momento una via d'uscita. Il settore dell'automotive è al centro della dicotomia fra la crisi dei semiconduttori e la costante ascesa dell'elettrico. L'Italia è in ritardo e l'Abruzzo, così come il Molise, rischiano di perdere tantissima forza lavoro. Mancano strategie. I sindacati continuano a sollecitare interventi della Regione e del governo nazionale.
La crisi attuale ricorda un altro anno drammatico: il 2018. Anche allora la crisi del settore auto impose una lunga fermata a fine anno. La speranza è che a gennaio, con la ripresa delle immatricolazioni, aumentino nuovamente gli ordinativi.
La ripresa sarà comunque lenta. Nel Vastese le parole chiave sono solidarietà e flessibilità. Gli ottimisti parlano di un fenomeno fisiologico e confidano in un 2022 più generoso. Molto dipenderà anche dalla pandemia. (p.c.)
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