Ferie, solo 7 infermieri in più Riprende lo stato di agitazione

30 Giugno 2015

LANCIANO. «Quella venuta fuori dall’incontro dei sindacati e delle rsu con l’assessore alla sanità Silvio Paolucci il 25 giugno scorso è una sanità al ribasso dove contano i numeri e non la qualità...

LANCIANO. «Quella venuta fuori dall’incontro dei sindacati e delle rsu con l’assessore alla sanità Silvio Paolucci il 25 giugno scorso è una sanità al ribasso dove contano i numeri e non la qualità dell’assistenza, che viene meno. I 35 infermieri che arriveranno, (18 a Chieti, 4 ad Ortona 7 a Lanciano 6 a Vasto), con 4 ostetriche e 15 tecnici di laboratorio sono una goccia nel mare delle carenze. Nulla di quanto promesso ad aprile al Nursing up dall’azienda è stato rispettato. Ora chiediamo un incontro immediato con la direzione e riprendiamo lo stato di agitazione».

Ha atteso due mesi il Nursing up, sindacato degli infermieri, ma di fronte al «perdurare di comportamenti lesivi da parte della Asl a danno degli ospedali di Lanciano e Vasto, con il personale allo stremo e un calo della qualità dell’assistenza» il sindacato riprende l’agitazione.

Il 26 aprile di fronte al prefetto De Marinis il sindacato aveva ottenuto dall’azienda l’impegno per l’arrivo di almeno 40 infermieri entro giugno per garantire le ferie al personale; indagini sulla presenza di amianto nei diversi presidi aziendali, sui contratti operatori socio sanitari (oss) e degli autisti di ambulanze; inserimento del servizio mensa per gli ospedali di Lanciano e Vasto e l’istituzione di una sezione dedicata del registro dei tumori regionale per il personale dipendente Asl. Ma nulla è stato fatto. «I 35 infermieri che dal 1 luglio arriveranno non bastano anche perché 18 sono a Chieti», dice Patrizia Bianchi responsabile regionale del Nursing up, «mentre a Lanciano e Vasto, dove la popolazione triplica ce ne sono solo 6 e una sola ambulanza 118. I reparti scoppiano e manca il personale che deve avere il diritto di fare le ferie. L’azienda aveva preso impegni precisi dinanzi al prefetto, li deve rispettare». (t.d.r.)