«Fermate il taglio di quei 14 pini»

Il Comitato amici degli alberi scrive a sindaco, carabinieri forestali e Soprintendenza
VASTO. Chiede l’immediata sospensione di tre ordinanze sindacali che prevedono l’abbattimento di 14 pini “per consentire le opportune verifiche da parte dei carabinieri forestali”. L’iniziativa è del Comitato amici degli alberi e prende spunto dai provvedimenti firmati il 21 aprile scorso dal sindaco Francesco Menna sulla scorta della perizia effettuata dal tecnico comunale, il quale ha accertato la presenza di «un pericolo costante per la pubblica incolumità», trattandosi di alberi ad «elevato rischio crollo».
In particolare i 14 pini sono presenti lungo via Molino, in località San’Onofrio e nella pinetina del lungomare Cordella a Vasto Marina (zona Bagnante). Oltre al sindaco Menna, la richiesta è stata inviata al comando provinciale dei carabinieri forestali, alla Soprintendenza, alla polizia locale, agli assessori Gabriele Barisano e Alessandro D’Elisa. «Abbiamo effettuato un sopralluogo, unitamente a tecnici di fiducia, nelle aree oggetto delle ordinanze sindacali», è la premessa del referente del Comitato, Gian Carlo Denicola, «ed a fronte di quanto osservato, non ravvisiamo elementi di criticità tali da poter giustificare l’abbattimento di tutti gli alberi in questione. Solo nel caso del lungomare Cordella è presente un albero inclinato verso la strada, minato da un inizio di cedimento radicale, mentre in tutti gli altri casi, solo una evidente mancanza di manutenzione e di interventi di alleggerimento delle chiome possono creare rischi di crollo o caduta di rami come verificatosi ultimamente in via Mario Molino. In via Sant’Onofrio», prosegue Denicola, “«i due pini che si vorrebbero abbattere sono dritti e non mostrano segni di pericolosità né di sofferenza legata a malattie. Anche in questo caso è evidente la mancanza di manutenzione. Nella pinetina di lungomare Cordella è evidente il precedente taglio di cinque alberi e la potatura sommaria di molti rami bassi per far posto alle paninerie provvisoriamente collocate lo scorso anno, mentre alcuni alberi risultano inclinati ma saldamente radicati e privi di segni tipici del cedimento radicale».
Il Comitato chiede la sospensione delle ordinanze per consentire le opportune verifiche da parte dei carabinieri forestali e invita l’amministrazione a considerare gli alberi come «una preziosa infrastruttura».
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