Fermati i contrabbandieri del gasolio

La Finanza blocca Tir con 27mila litri di carburante clandestino. Era destinato a Chieti, denunciati gli autisti dell’Est
CHIETI. Lo chiamano “oro liquido”. E’ il nuovo business della criminalità. Parliamo di gasolio clandestino, contrabbandato dai paesi dell’Est. A scoprire un grosso quantitativo di gasolio di contrabbando è stata la Compagnia della guardia di finanza di Chieti, al comando del capitano Angela Luana Vallario. L’autoarticolato è stato intercettato sulla rete autostradale. Ufficialmente trasportava un semplice “additivo”, una sostanza chimica che si vende a poco prezzo. Il realtà conteneva gasolio. È il segno dei tempi di crisi in cui riappare la borsa nera.
Il carico proveniva ufficialmente dalla Repubblica Ceca, anche se tanti particolari dell’inchiesta devono essere ancora controllati. L’indagine, infatti, è ancora in corso e potrebbe riservare ulteriori sviluppi soprattutto per quanto riguarda l’acquirente del combustibile. Quello che è certo è che la merce arrivava dall’Est Europa e che l’Abruzzo non era terra di passaggio ma la destinazione finale.
Il Tir, guidato da due autisti di nazionalità ceca, trasportava all’interno di un iso-container 27 mila litri di falso “additivo” che, come si diceva, era gasolio purissimo. Il valore del prodotto trasportato ammonta a circa 37 mila euro, per un imposta evasa di 17 mila euro. Il mezzo e il carico sono stati sequestrati, mentre i due autisti sono stati denunciati per il reato di sottrazione del prodotto petrolifero al pagamento dell'accisa. «Si tratta di un’operazione importante per il grande quantitativo di prodotto sequestrato», ha commentato il capitano Vallario, «sono in corso, anche attraverso specifiche analisi chimiche, accertamenti finalizzati ad appurare l’esatta qualità del prodotto - che al momento sembra gasolio allo stato puro - ed a individuare chi utilizza gasolio di contrabbando. Il sequestro», spiega ancora il capitano, «nasce dall’attività di prevenzione e contrasto al fenomeno del contrabbando di prodotti petroliferi che, oltre a danneggiare le casse dello Stato, crea una concorrenza sleale tra gli operatori del settore e spesso danni ai motori che usano i carburanti di scarsa qualità provenienti dall'Europa dell’Est, artatamente diluiti con acqua oppure olii lubrificanti. Non sono rare le segnalazioni di cittadini che, subito dopo aver fatto il pieno, riscontrano avarie ai motori delle proprie auto a causa del carburante non genuino».

