Ferrante, addio con la banda «Sei stato un grande uomo»

12 Febbraio 2021

La marcia di Aiezza ha accolto il feretro del maestro gioielliere morto a 70 anni La figlia Irene: fiera e orgogliosa di te. L’ex senatore Razzi: ho perso un amico vero

CASTEL FRENTANO. La marcia funebre del compositore Pasquale Aiezza, eseguita dalla banda di Castel Frentano, ha accolto ieri pomeriggio, sul sagrato della chiesa di Santo Stefano, il feretro di Pietro Ferrante, il settantenne gioielliere morto a Roma, dove era ricoverato. Le note malinconiche e a tratti dolorose, che esprimono tutta la dignità della morte, hanno generato un contrasto con quella che è stata la vita di Ferrante, così estrosa e gioiosa, piena. La moglie Anna e le figlie, Irene e Anastasia, erano in un dolore composto; gli amici con gli occhi lucidi. Ciò che ha colpito sono stati i diversi giovani presenti, emozionati, segno quest’ultimo di come Pietro, “il maestro” come era chiamato, fosse amato soprattutto da loro.
Eclettico, libero, un vulcano di creatività: grazie alle sue creazioni, ha rivoluzionato il concetto di moda orafa. Per anni ha lavorato le pietre preziose, poi si è reinventato con un brand tutto suo, disegnato anelli e bracciali, monili, ciondoli, collane, una linea "rock", giovanile. Il vangelo di Luca, letto durante il rito funebre, raccomandava di essere “pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese”. «Rimaniamo esterrefatti quando la malattia e la morte giungono in modo così repentino e inaspettato come è successo a Pietro», ha detto il giovane parroco don Emanuele che ha aggiunto: «Solo la luce della fede può dare risposte. Pietro ha avuto tante relazioni umane, si è tanto impegnato nel lavoro nel quale ha profuso e fatto fruttare il suo talento, ha avuto una vita piena. Tutto ciò non può andare disperso, non deve; la morte non ha il potere di interrompere l’amore».
Al termine del rito è stato letto un pensiero della figlia Irene: «Sei venuto per passare il Natale con noi e non sei più potuto tornare, chi l’avrebbe mai immaginato che quelli sarebbero stati gli ultimi momenti trascorsi insieme. Hai combattuto fino all’ultimo con grande dignità senza mai arrenderti, Dio solo sa quanto amavi la vita e l’hai sempre vissuta a mille, mi piace credere che forse non eri pronto per invecchiare. Ti ho sempre stimato come uomo hai lavorato fino all’ultimo minuto, hai creato tutto da solo e dal piccolo paese ti sei fatto conoscere nel mondo e nonostante tutte le difficoltà ti sei sempre rialzato a testa alta. Sono fiera e orgogliosa di essere tua figlia, non avrei potuto desiderare un padre più figo e tutto l’affetto sincero che sto ricevendo attorno ora è la dimostrazione di quanto tu sia unico e speciale ti sei sempre fatto voler bene da tutti».
Al rito, che si è svolto nel rispetto della normativa anti-Covid, richiamata sui social, in accordo con la famiglia, dal sindaco Gabriele D’Angelo, era presente anche l’ex senatore Antonio Razzi. «Sei stato un mio grande amico», ha detto con la voce rotta dal pianto, «mi hai spronato ad andare avanti a trovare i lati positivi della vita. Ciao Pietro, ciao “maestro”, sei stato un grande».
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