Ferrara: «Bollette dell’acqua più care con Di Primio»

6 Agosto 2020

Il candidato del centrosinistra va all’attacco del sindaco:  «Il Comune rischia di dover pagare otto milioni all’Aca»

CHIETI. Le sempre più frequenti interruzioni idriche animano la campagna elettorale. Diego Ferrara, il candidato sindaco del centrosinistra, attacca l’attuale amministrazione di centrodestra: «Sull’Aca (Azienda comprensoriale acquedottistica, ndr) vogliamo tutta la verità: sapere come stanno davvero le cose è un diritto dei cittadini di Chieti, un diritto di tutti noi». Ferrara chiede chiarezza su una vicenda che considera «nebulosa sotto il profilo giudiziario ed eventualmente disastrosa per il Comune sotto il profilo economico-finanziario». Facendo sua la mozione presentata in consiglio comunale dagli esponenti di opposizione, Luigi Febo e Chiara Zappalorto, e mirata a ritirare la delibera che dispone il passaggio di gestione idrica all’Aca, Ferrara ricostruisce la storia della società «ormai al fallimento, privata anche del concordato preventivo» e contesta il sindaco Umberto Di Primio, «che ha votato a favore dell’aumento delle tariffe idriche. Oltre al danno, la beffa. Come gruppo consiliare di minoranza, ci siamo opposti da subito all’Aca, correva l’anno 2015, e oggi i fatti ci dicono che avevamo e abbiamo ragione. Non capiamo come, a fronte di disservizi continui, mancanza di manutenzione, problemi con l’emissione delle bollette, il sindaco abbia potuto votare l’aumento delle tariffe: è inaccettabile. Inaccettabile in particolare per i cittadini dello Scalo, da sempre lasciati senza acqua, da sempre inascoltati: a loro tutta la nostra solidarietà».
«Ad alimentare le nostre già pesanti preoccupazioni», prosegue Ferrara, «c’è la pesantissima questione del contenzioso avanzato dall’Aca nei confronti del Comune di Chieti, ben 8 milioni di euro. Al momento sappiamo solo che il tribunale di Pescara ha rigettato l’istanza della società per incompetenza territoriale. Non possiamo non porci domande di importanza centrale: la vicenda può considerarsi risolta? L’amministrazione comunale quanto ha accantonato in caso di soccombenza, ci sono i soldi in cassa per pagare?».
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