Ferrara: bollette “pazze” pronto a trattare con l’Aca

13 Marzo 2021

Il sindaco incassa l’appoggio della maggioranza e dell’opposizione (tranne la Lega) Il consigliere Riccardo: «Troppe famiglie costrette a pagare cartelle salatissime»

CHIETI. “Bollette pazze”, tariffe troppo alte rispetto alla gestione comunale e carenza idrica allo Scalo: di tutto questo il sindaco Diego Ferrara parlerà con l’Aca in un incontro la settimana prossima, forte del consenso ricevuto nella seduta del consiglio comunale di ieri. A portare l’argomento in aula è stato il consigliere d’opposizione Giampiero Riccardo (Chieti viva), ma la sua iniziativa è stata presto condivisa da tutta la maggioranza e da altri gruppi di opposizione. Gli unici che hanno deciso di non partecipare al voto sono stati i consiglieri della Lega. «Sono tanti, troppi, i casi di cittadini ai quali sono arrivati 300, 400, 500, fino ai mille euro di bolletta», ha detto Riccardo, «si tratta di cifre calcolate su metri cubi d’acqua di consumo stimato ma mai realmente erogato e con voci di spesa correlate che incidono in maniera troppo onerosa sul totale. C’è poi la questione relativa all’anagrafica incompleta di molte utenze, che in passato ha già avuto come conseguenza l’impossibilità di recapitare da parte di Aca le regolari bollette. Tante famiglie dinanzi alla minaccia del taglio dell’acqua sono state costrette a pagare in un’unica soluzione o a rateizzare maxi bollette. L’anagrafe incompleta ha causato anche il mancato accoglimento di domande per il bonus sociale idrico». Il sindaco Ferrara ha detto di voler cercare «uno strumento capace di dare una risposta cumulativa a quanto rappresentato, in modo da normalizzare i rapporti fra Aca e utenza». Il presidente del consiglio comunale Luigi Febo ha invece ricordato l’emendamento alla delibera di cessione delle reti idriche (delibera di consiglio comunale del 28 dicembre 2015) che stabiliva che le tariffe sarebbero rimaste uguali sino a quando non sarebbe stata introdotta la tariffa unica regionale. Un passaggio, questo, che potrebbe creare qualche problema nei rapporti Aca-Comune. Ancora più problematica appare la posizione presa in seno alla maggioranza dal capogruppo di Azione politica, Serena Pompilio, che ha chiesto al Comune di riprendere il servizio, uscendo dall’Aca: «Abbiamo già presentato un progetto per la gestione diretta del servizio idrico», ha detto.
Un altro nodo difficile da sciogliere è il contenzioso tra i due enti: la presidente Aca Giovanna Brandelli ha infatti già avuto modo di sottolineare che il Comune deve ad Aca 8 milioni di euro. Il consiglio comunale di ieri ha anche adottato una delibera per il recupero del patrimonio edilizio esistente, integrando la normativa già esistente. «Il Comune ha già recepito la legge regionale 40 nel 2017», hanno detto Ferrara e Febo, «ma fino a oggi non aveva mai individuato gli ambiti di intervento sul territorio e le zone escluse dal campo di applicazione che la legge stessa invece chiedeva di fare. Lo abbiamo fatto oggi dopo uno scrupoloso lavoro degli uffici comunali».