Ferrara: con noi il buon governo per giovani e aziende

Il candidato del centrosinistra: occorrono funzionari capaci di intercettare finanziamenti europei per cambiare la città
CHIETI. Eletto cinque anni fa in consiglio comunale nella lista civica “Chieti per Chieti”, tessera del Partito democratico in tasca, senza aver mai avuto incarichi dirigenziali nel partito, il medico di famiglia Diego Ferrara, 66 anni da compiere a fine mese, è il candidato del centrosinistra. Il suo nome, già circolato prima del lockdwn, è stato ufficializzato solo giovedì scorso al termine di un tavolo politico di coalizione. A lui abbiamo fatto cinque domande che abbiamo riproposto uguali al candidato del centrodestra, Fabrizio Di Stefano.
La sua coalizione è già chiusa o può essere ancora allargata?
«La mia attuale coalizione è una sorta di work in progress, non rappresenta un numero chiuso e per questo siamo aperti a quanti vogliano aggregarsi al nostro progetto».
Quale sarà il prossimo passo della campagna elettorale?
«Non sarà un passo solo, ma cento, mille passi nei quartieri e nelle contrade per parlare con i cittadini e ascoltare le loro esigenze. Per professione sono abituato ad ascoltare le persone e certamente non mi tirerò indietro adesso».
Di cosa ha bisogno, secondo lei, la città di Chieti?
«Di uscire dall’immobilismo, dal grigiore, dalla rassegnazione. Questa città ha bisogno di un buon governo che si attivi per aiutare i giovani, le partite Iva, i commercianti e le aziende. Il lavoro e la sicurezza sono richieste legittime della cittadinanza a cui una amministrazione illuminata deve dare risposte congrue».
Quale potrebbe essere il primo problema da affrontare nel caso fosse eletto sindaco?
«Mi concentrerei soprattutto nel reperire risorse per far ripartire la città. Occorre avvalersi di funzionari capaci di sfruttare le possibilità offerte dai canali di finanziamento europei che, in altre città italiane, hanno cambiato la fisionomia e il destino dei propri territori e delle proprie comunità».
Qual è il giudizio sull’amministrazione Di Primio?
«Non mi sono candidato per giudicare ma per fare meglio di chi mi ha preceduto; nel corso della consiliatura che volge al termine non ho mai rivolto al sindaco Umberto Di Primio (e lui può essere testimone) critiche immotivate o faziose. Io guardo a Chieti da cittadino e non da carrierista politico».

