Ferrara detta la linea sull’acqua: «No al braccio di ferro con Aca»

11 Agosto 2021

Il sindaco tenta la strada del dialogo ma la scelta scontenta anche una parte della sua maggioranza La Sinistra attacca l’azienda acquedottistica, il primo cittadino replica: «È il momento del confronto»

CHIETI . «Nessun braccio di ferro con Aca, ma sull’emergenza idrica e sugli interventi da fare troveremo una soluzione». È la ricetta del sindaco Diego Ferrara contro la crisi idrica che sta investendo la città con notti senz’acqua e problemi di approvvigionamento anche di giorno. Il primo cittadino non vuole radicalizzare lo scontro con l’Azienda acquedottistica, ma neanche restare con le mani in mano. E così, se da una parte la sua stessa maggioranza lo sollecita a prendere posizioni più intransigenti, dall’altra Ferrara evita esasperazioni e prosegue lungo la strada del dialogo, annunciando incontri e tavoli di lavoro con la Regione, l’Aca e l’Ersi, l’ente regionale del servizio idrico che ne sovrintende alla gestione.
Una posizione, quella di Ferrara, che però scontenta la minoranza, che vorrebbe azioni più decise, ma anche una parte della maggioranza. Il vicesindaco Paolo De Cesare, infatti, fin dalla campagna elettorale è sempre stato molto critico con l’Aca, mentre il gruppo consiliare della Sinistra ha presentato una interrogazione apparsa come un atto d’accusa sia contro l’Aca stessa sia verso la precedente amministrazione che le ha passato le reti, sempre attraverso l’Ersi. All’interrogazione dei tre consiglieri della Sinistra, Silvio Di Primio, Alberta Giannini ed Edoardo Raimondi, ieri in consiglio ha risposto il sindaco in persona. Lo ha fatto innanzitutto ricordando di essersi opposto, da consigliere di minoranza, all’affidamento all’Aca del servizio. Ha poi ricordato quanto fatto dalla precedente amministrazione comunale per risistemare le reti colabrodo dell’acquedotto teatino che, come ha sottolineato la Sinistra, è quello che perde più acqua tra tutti i capoluoghi di provincia italiani, con una dispersione di oltre il 74%: «Il Comune», ha detto Ferrara, «nel novembre e dicembre 2016, attraverso due delibere consiliari, accese due mutui, complessivamente di 1.754.000 euro, risorse che venivano indirizzate con somma urgenza a opere di risanamento della rete idrica. Se siano stati fatti questi lavori, non so, so però che nel luglio 2017 il consiglio comunale votò e decretò, con la nostra opposizione, il passaggio della gestione delle reti idriche all’Aca, trasferendo nelle casse della società anche la somma di 1.754.000 euro, che si aggiungono a quei 500mila euro l’anno circa che il Comune destinava alla manutenzione delle reti. In merito agli interventi, nell’ultimo incontro avuto con Aca, datato 22 luglio scorso, abbiamo appurato che l’Azienda avrebbe speso 3 milioni solo sul Comune di Chieti, per interventi sulla rete idrica ammalorata».
Ma come sono stati spesi questi soldi, Ferrara non è ancora in grado di saperlo: «Chiederemo», ha detto, «una specifica puntuale per avere cognizione dell’importanza delle lavorazioni». Il sindaco ha assicurato anche di voler commissionare ad Aca uno studio rispetto all’impatto della dispersione idrica sui problemi idrogeologici della città, pur ribadendo che «non vogliamo ingaggiare un inutile braccio di ferro, ma è nostra intenzione risolvere, condividendo anche con altri enti una via per portare a soluzione manutenzioni, alternative e proposte. Chiederemo anche all’Ersi, che fra le sue funzioni ha proprio quella di controllo e verifica del lavoro dei gestori, di valutare se ci sono delle inadempienze nel servizio rispetto alle letture degli strumenti di misurazione. Gli trasmetteremo anche tutte le segnalazioni che stiamo ricevendo dall’utenza. A fronte di tutto ciò e anche per evitare un inutile conflitto istituzionale, riteniamo necessario avviare un confronto con la Regione».
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