Ferrara e l’incontro che divide «Ha sbagliato». «No, è cortesia»

9 Febbraio 2023

La Lega: «Il sindaco non può stare con Forza Nuova e con chi è accusato dell’assalto alla Cgil» L’Udc difende il primo cittadino: «Semplice risposta a un invito». Solidarietà dal partito di Fiore

CHIETI. Continua a dividere la partecipazione del sindaco di Chieti Diego Ferrara al convegno di Forza Nuova e la sua presenza accanto al leader del movimento di estrema destra Roberto Fiore, arrestato e attualmente sotto processo per l’assalto alla Cgil di Roma nell’ottobre 2021. Dopo le critiche interne piovute da esponenti del suo partito, il Pd, arrivano anche le bacchettate di esponenti politici di Sinistra italiana e, fatto singolare, persino del capogruppo della Lega in consiglio comunale Mario Colantonio. A sorpresa, Forza nuova in una nota firmata dal direttivo regionale Abruzzo e Molise prendere le difese del primo cittadino.
Tra le fila della maggioranza di Ferrara - dopo la dissociazione arrivata dalla consigliera comunale del Pd Barbara Di Roberto, seguita dalle critiche di altri esponenti dem come il segretario provinciale Leo Marongiu e il capogruppo in consiglio regionale Silvio Paolucci - taglia corto sulle polemiche e sposa la posizione del primo cittadino Mario De Lio, consigliere comunale Udc: «Ritengo che quello del sindaco sia stato un gesto di cortesia e la risposta a un invito». Non la pensa così il consigliere comunale di Chieti Viva Giampiero Riccardo: «La partecipazione del sindaco al convegno di Forza nuova alla presenza di Roberto Fiore è un errore politico anche se commesso in assoluta buona fede. Il rischio è legittimare politicamente una forza estrema, violenta nelle parole e nei gesti, non rispettosa della Costituzione».
Anche Sinistra italiana interviene con una nota congiunta dai toni infuocati, firmata dal segretario cittadino Gennaro Garofalo, dal coordinatore provinciale Alfonso Di Tullio e dal segretario regionale Daniele Licheri: «Sinistra italiana non comprende le ragioni che hanno portato il sindaco di Chieti, Diego Ferrara, a presenziare alla riunione di una forza politica che fa della violenza la sua ragion d’essere. Se il sindaco Ferrara intende essere il sindaco di tutti deve considerarsi principalmente il nostro sindaco. Una lettera di saluto sarebbe stata sufficiente mentre legittimare, con la sua presenza, un partito dichiaratamente di estrema destra e fuori dall’arco costituzionale, alla presenza di chi, poco più di un anno fa, ha guidato l'assalto alla sede Cgil di Roma è inaccettabile».
Forte è la posizione di Colantonio della Lega: «Non mi sono mai permesso di andare in riunioni di gruppi extraparlamentari con la presenza di persone che hanno a loro carico gravi atti accusatori per azioni violente e sono tuttora sottoposte a procedimenti penali per avere assaltato la sede di un sindacato. È vero, il sindaco è il sindaco di tutti, ma lo stesso sindaco deve sempre avere la capacità di comprendere chi va a salutare. In questo caso, credo che ci sia stato un superficiale errore di valutazione».
«Piena solidarietà» al sindaco di Chieti, che con la sua partecipazione al convegno su “San Francesco dalle mistificazioni della massoneria alla verità” «ha dimostrato cosa vuol dire fare politica», ma anche «professionalità, intelligenza, onestà intellettuale e coraggio», è stata espressa dai dirigenti di Forza Nuova che parlano di un «paradossale attacco della sinistra». «Chi rompe lo schema, come il sindaco Ferrara», dicono, «viene attaccato perché ha osato “discutere” con esponenti di Forza Nuova. Nelle parole degli esponenti del Pd si avverte tutta la democrazia a orologeria di chi vorrebbe decidere con chi e di cosa parlare, impedendo un reale confronto tra le parti e quel rispetto umano di cui parlava proprio il primo cittadino di Chieti indispensabile, pur essendo in posizioni politiche diverse, per fare il bene dei cittadini e della collettività».
Invece, lo stesso Ferrara, contattato telefonicamente dal Centro, ha preferito non rilasciare dichiarazioni.
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